Father Wolfgang Bastian Lauterbach

Die unabhänige Welt trauert um Ihren Priester, Pastor Wolfgang Bastian, der am 16. März 2010 plötzlich und unerwartet zu Gott Heim gegangen ist.

Zum Paradies mögen Engel Dich geleiten, die heiligen Märtyrer Dich begrüßen und Dich führen in die heilige Stadt Jerusalem.

Die Chöre der Engel mögen Dich empfangen, und durch Christus, der für Dich gestorben, soll ewiges Leben Dich erfreuen.

Herr, gib unserem Priester Wolfgang Bastian die ewige Ruhe. Und das ewige Licht leuchte ihm.

Herr, lass ihn und alle Verstorbenen ruhen in Deinem Frieden. Amen.

Die Beisetzung fand am Donnerstag, dem 25. März 2010, um 12.30 Uhr, auf dem Fríedhof in Lauterbach statt.

wolfgangbastianimage.jpg Requiem aeternam dona ei Domine

Wolfgang Bastian, Priester der orthodoxen katholischen Gemeinde Lauterbach/Deutschland und Bregana/Kroatien, Jurisdiktion: Bischof +Karel van Osch, Altkatholische Kirchengemeinschaft Niederlande



Institut Orthodoxe de Philosophie et Théologie Saint Pierre

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L´Institut Orthodoxe de Philosophie et Théologie Saint Pierre de l´Ordre Souverain et Militaire de Sain´Andrè de Caffa reprend l´activité d´enseignement philosophique et théologique après ne pause de trois ans.

L´Ordre de Saint´André de Caffa a nommé le nouveau Recteur de l´Institut de Théologie Saint Pierre dans la personne de monseigneur Ephrem Lima évêque d Patriarcat des Églises autocéphales Syro-antiochiennes en Europe.

Peuvent s´inscrire toutes ou tous qui sont originaires de differents pays et de différentes confessions chrétiennes et qui sont désireux de recevoir une formation systématique dans les matières bibliques,théologiques et philosophiques.

Les cours commenceront le 8 janvier 2009 et bientôt on publiera tous les informations et renseignements nécessaires .

Le secretariat de l Institut

 

INSTITUT ORTHODOXE DE PHILOSOPHIE ET THÉOLOGIE SAINT PIERRE

Manoir de Kernéguez

22300 Lannion  – France -

 

Filiale pour l´allemagne et Italie

HÖCHST UND MILITÄRORDEN HEILIGEN ANDREAS AUS KAFFA

 

 

È-Mail: ordresaintandredecaffa@orange.fr

 



Hermeneutica Annuario di Filosofia e Teologia fondato da Italo Mancini – Nuova Serie

Hermeneutica

Annuario di Filosofia e Teologia fondato da Italo Mancini – Nuova Serie

Pubblicazione dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose «Italo Mancini» dell’Università degli Studi di Urbino « Carlo Bo »

Direttori: Marco Cangiotti, Piergiorgio Grassi (resp.), Graziano Ripanti

Comitato di redazione: Luigi Alfieri, Michele Cascavilla, Galliano Crinella, Alessandro Di Caro, Sebastiano Miccoli, Enrico Moroni, Gastone Mosci, Agostino Venturi

Comitato scientificoLuigi Alici (Università di Macerata), Khaled Fouad Allam (Università di Trieste), Francesco Botturi (Università Cattolica, Milano), Settimio Cipriani (Facoltà teologica dell’Italia Meridionale, Napoli), Adriano Fabris (Università di Pisa), Carlo Fantappiè (Università di Urbino), Roberto Gatti (Università di Perugia), Franco Gori (Università di Urbino), William Franke (Vanderbilt University, Nashville), Vittorio Hösle (University of Notre Dame, Indiana), Angelo Maffeis (Facoltà teologica dell’Italia settentrionale, Milano), Virgilio Melchiorre (Università Cattolica, Milano), Andrea Milano (Università “Federico II”, Napoli), Michele Nicoletti (Università di Trento), Romano Penna (Pontificia Università Lateranense, Roma), Giannino Piana (Università di Torino), Antonio Pieretti (Università di Perugia), Giuliano Sansonetti (Università di Ferrara), Maria Grazia Sassi (Università di Urbino), Giorgio Sgubbi (Facoltà Teologica di Lugano), Manlio Sodi (Pontificia Università Salesiana, Roma), Aldo Natale Terrin (Istituto Santa Giustina, Padova), Francesco Totaro (Università di Macerata), Carmelo Vigna (Università di Venezia), Gunther Wenz (Evangelisch-Theologische Fakultät, München), Silvano Zucal (Università di Trento).


Hermeneutica  Annuario di Filosofia e Teologia fondato da Italo Mancini - Nuova Serie Hermeneutica2012

Rivista fondata nel 1981 da Italo Mancini, è entrata nel novero delle più prestigiose pubblicazioni di studi filosofici e religiosi, nota a livello nazionale e internazionale.
Dal 1994 è pubblicata, sotto la nuova direzione di Piergiorgio Grassi e Graziano Ripanti, dall’editrice Morcelliana.
I numeri sono monografici e a cadenza annuale.

Indice 2012


Indice singoli numeri



1 – 1981


Teologia dei popoli
Diritto e ermeneutica
La difficile libertà di Emmanuel Lévinas
Ontologia della coscienza utopica

Presentazione, di Carlo Bo.
Ermeneutica, perché, di Italo Mancini, p. 3.
La filosofia del diritto come ermeneutica, di Italo Mancini, p. 9.
Emmanuel Lévinas: una metafisica inattuale, di Graziano Ripanti, p. 47.
La teoria ontologica di Ernst Bloch, di Marco Cangiotti, p. 59.
Teologia dei popoli
Nota introduttiva, di Italo Mancini, p. 103.
Sovranità di Cristo e pluralità delle religioni, di Pietro Rossano, p. 107.
Principi di teologia delle religioni non cristiane, di Luigi Sartori, p. 119.
Il discorso dell’Areopago e il dialogo con le « genti », di Settimio Cipriani, p. 139.
Antropologia e teologia delle nazioni, di Giampiero Bof, p. 151.
Il valore della ‘Scienza delle Religioni’ per il ‘Mutual Understanding’ (comprensione reciproca) delle religioni, di Aldo Natale Terrin, p. 169.
Ortodossia e mito Pasqua 1976 tra i Trinitarios, di Lorenzo Giuseppe Calzavarini, p. 181.
Note e schiarimenti
Filosofia e vita nel primo idealismo tedesco, di Enrico Garulli, p. 203.
Nietzsche in Weber, di Piergiorgio Grassi, p. 209.
Metodo e significato nell’ermeneutica di E. Betti, di Alessandro Di Caro, p. 217.
Il primo Sartre e il problema dell’intersoggettività, di Emilio De Dominicis, p.
231.
Carlo Bo: interventi su Maritain, di Francesco Saverio Festa, p. 214.
Presenza, mediazione, paradosso, di Italo Mancini, p. 249.
L’evangelismo francescano, di Gianfranco Brocanelli, p. 257.

2 – 1982


[de] Costruzioni antropologiche

La domanda sul soggetto, di Graziano Ripanti, p. 3.
Sui fondamenti della pena, di Italo Mancini, p. 9.
Laborem exercens: il recupero del soggetto umano nella persona sociale, di Luigi Ciaurro, p. 61.
Forme del soggetto collettivo in Spinoza, di Enrico Garulli, p. 81.
Appunti per una lettura critica de ‘Die Idee der Phänomenologie’ di Edmund Husserl, di Francesco Saverio Festa, p. 115.
Carl Schmitt, il rischio della decisione, di Enrico Moroni, p. 145.
Genealogia e potere in Michel Foucault, di Alessandro Di Caro, p. 157.
Note e schiarimenti
George G. Bataille: una tela interminabile, di Ottavio Di Grazia, p. 177.
Martin Buber, ‘Sentieri in utopia’, di Marco Cangiotti, p. 191.

3 – 1983

Apocalisse e ragione

Nuove ermeneutiche, di Italo Mancini, p. 5.

Apocalisse e ragione
L’apocalisse della fede, di Luigi Sartori, p. 11.
Catastrofe e pensiero religioso, di Italo Mancini, p. 25.
Crónos apocalypseos, di Massimo Cacciari, p. 41.
Motivi apocalittici nella storia delle religioni e loro risonanza attuale. Un tentativo di lettura fenomenologico-religiosa, di Aldo Natale Terrin, p. 49.
Ragione e apocalisse in Ernst Bloch, di Marco Cangiotti, p. 71.
Teologia a impronta apocalittica: J.B.Metz, di Piergiorgio Grassi, p. 97.
Il « quinto Evangelio »
Il Vangelo della pace e della guerra, di Carlo Bo, p. 119.
Il quinto evangelio come violenza ermeneutica, di Italo Mancini, p. 129.
Il Vangelo nella storia, di Piergiorgio Grassi, p. 141.
Lettura e creazione, di Mario Pomilio, p. 147.
Note e schiarimenti
Note sulla ecclesiologia del nuovo Codice di Diritto Canonico, di Giannino Piana, p. 155.
Marinai, eroi, viandanti, filosofi. Dalla dialettica del viaggio al linguaggio della dialettica,
di Marco Duichin, p. 167.
Schelling « nello specchio dei suoi contemporanei », di Domenico Losurdo, p. 185.
Il quadro appeso alla parete ovvero una nota critica sull’In philosophos! di Franz Rosenzweig, di Francesco Fusilli, p. 197.
Il colore dei ricordi. Note sulla « Coscienza di Zeno », di Claudio Rocco, p. 207.
Secolarizzazione e diritto, di Luigi Ciaurro, p. 215.
Note sulla teoria della giustizia di John Rawls, di Giuseppe Cinalli, p. 233.

4 – 1984

Ermeneutica della violenza


Ermeneutica della violenza, di Italo Mancini, p. 5.
Violenza e linguaggio,
di Etienne Borne, Eric Weil, Paul Ricoeur, p. 9.
Violenza e morte nella società secolarizzata. Breve confronto con le culture arcaiche, di Aldo Natale Terrin, p. 31.
La violenza e il giudaismo, di Paolo De Benedetti, p. 51.
Appunti per una storia del diritto di resistenza, di Enrico Moroni, p. 61.
Teologia e rivoluzione in Thomas Mùntzer nell’interpretazione marxista classica, di Tommaso La Rocca, p. 83.
Diritto e violenza: Hegel, il Notrecht e la tradizione liberale, di Domenico Losurdo, p. 111.
Violenza in Clausewitz, di Pier Franco Taboni, p. 137.
Appunti su utopia e violenza, di Galliano Crinella, p. 173.
Violenza e diritto nel socialismo giuridico italiano, di Michele Cascavilla, p. 201.
Rosenzweig difronte a Hegel. Appunti sull’idea di uomo, di Francesco Fusilli, p. 219.
L’energia della non violenza, di Roberto Mancini, p. 227.
Nella lingua impossibile. Le parole contro il personaggio: violenza di una deportazione linguistica, di Claudio Rocco, p. 241.
Note e schiarimenti
Messianismi secolarizzati, di Italo Mancini, p. 277.

5 – 1985

Violenza dell’ermeneutica

Violenza dell’ermeneutica, di Italo Mancini, p. 5.
Violenza dell’ermeneutica
Violence du visage, Entretien avec Emmanuel Lévinas, p. 9.
Pensiero dell’essere e pensiero di Dio in Lévinas, di Angelo Bianchi, p. 19.
La violenza del nome di Dio, di Graziano Ripanti, p. 31.
Metafisica e violenza ermeneutica (cinque tesi), di Italo Mancini, p. 41.
Violenza e gnosi, di Marco Cangiotti, p. 45.
René Girard: la violenza, il sacro e il kerygma, di Piergiorgio Grassi, p. 65.
Al di là del sacrificio?, di Giorgio Rognini, p. 79.
Potere del linguaggio e linguaggio del potere in Elias Canetti, di Alessandro Di Caro,p. 115.
Per una tecnica non violenta del diritto, di Luigi Ciaurro, p. 155.
Non violenza e resistenza nella storia del cristianesimo russo, di André Joos, p. 167.
Note e schiarimenti
La sfida per la pace: non violenza e disarmo unilaterale, di Gerardo Capone, p. 233.
L. Lugarini: Critica della ragione e universo della cultura; Gli orizzonti cassireriani della filosofia trascendentale, di Giuseppe Ciafrè, p. 257.

6 – 1986

La destra come categoria

Non ridere, non lugere, [i.m.], p. 5.
La destra come categoria
Appunti sulla destabilizzazione (diseguale) di due categorie: « destra » e « sinistra », di Antimo Negri, p. 15.
Destra e sinistra identità e confini, di Marcello Veneziani, p. 47.
René Guénon e il pensiero di destra, di Piero Di Vona, p. 59.
Le catene e i fiori: la critica dell’ideologia tra Marx e Nietzsche, di Domenico Losurdo, p. 87.
Leo Strauss e il governo dei migliori, di Pier Franco Taboni, p. 145.
CarI Schmitt giurista della destra, di Luigi Ciaurro, p. 193.
Julius Evola: l’uomo e il suo « mito », le vicende storiche, il « mondo della Tradizione », di Francesco Saverio Festa, p. 225.
Destra e sinistra nella tradizione filosofica: Bloch e la sinistra aristotelica, di Marcello Monaldi, p. 271.
Origine e limiti della categoria di destra secondo Hannah Arendt, di Marco Cangiotti, p. 287.
La destra nel pensiero di Norberto Bobbio, di Domenico Sorrentino, p. 311.
La dicotomia liberticida. Diritto di privacy e Destra Informatica, di Stefano Scoglio, p. 333.

7 – 1987

Teologia di sinistra?

Teologia di sinistra?, [i.m.], p. 5.
Teologia di sinistra?
Esegesi e Ermeneutica, di Italo Mancini, p. 11.
Linguaggio: filosofia e religione, di Alessandro Di Caro, p. 39.
Teoria e prassi in Barth, di Sergio Rostagno, p. 67.
Venti lezioni di Karl Barth ad Aberdeen (1937-1 938), di Piergiorgio Grassi, p. 83.
Come intendere la posizione di Karl Barth nel 1933?, di Maria Cristina Laurenzi, p. 103.
Luoghi del tempo. Tracce della vita di Franz Rosenzweig, di Francesco Fusilli, p. 117.
Franz Rosenzweig: Rivelazione e linguaggio, di Graziano Ripanti, p. 127.
Oltre la crisi del soggetto, di Angelo Bianchi, p. 141.
Suicidio e preghiera. Teologia del paradosso in Giuseppe Capograssi, di Italo Mancini, p. 153.
Il mondo « rovesciato » di Kafka, di Mauro Bozzetti, p. 187.

8 – 1988

Forme dell’etica, I

Ethique d’abord, [i.m.], p. 7.
Forme dell’etica, I
Dall’essere all’uomo. L’itinerario speculativo di Enrico Garulli, di Italo Mancini, p. 9.
Riflessioni sull’etica. Una riconsiderazione della concezione dei valori e della morale in Nicolai Hartmann, di Francesco Barone, p. 23.
Lutero nei doppi pensieri. L’eredità di Lutero, di Italo Mancini, p. 41.
Un parallelo tra Socrate e Catone, di Jean-Jacques Rousseau, p. 111.
Unde malum? Kant e la Aufklarung, di Stefano Semplici, p. 133.
« Tutto ciò che esiste è giusto e ingiusto ». La duplicità della giustizia in Schopenhauer e Nietzsche, di Luigi Alfieri, p. 161.
Prospettive per un’ontologia politica in Carl Schmitt, di Claudio Bonvecchio, p. 189.
La violenza e la ragione, le ragioni della violenza. Weil lettore di Hegel, di Alberto Burgio, p. 209.
Linguaggio e etica in prospettiva dialogica, di Roberto Mancini, p. 225.
L’etica e la scienza dello Stato. Stato della società e scienza politica, di Stefano Scoglio, p. 253.
L’etica cristiana di fronte alla questione ecologica, di Giannino Piana, p. 289.
Sul concetto teologico di elezione: il patto, di Maria Cristina Laurenzi, p. 317.
Note e schiarimenti
L’esperienza mistica e ascetica di Evagrio Pontico e la sua influenza sull ‘esicasmo, di Alberto Temporelli, p. 341.
Proposta per un ‘ermeneutica bi-logica del Canto del nottambulo di Nietzsche, di Margarete Durst, p. 355.
Il primato della cultura e il problema etico nel giovane Lukàcs, di Pier Luigi Pollini, p. 375.

9 – 1989

Forme dell’etica, II

Il bisogno della ragione, di Italo Mancini, p. 7.
Ermeneutica e alterità, di Graziano Ripanti, p. 27.
Forme dell’etica, oggi, di Livio Sichirollo, p. 43.
Etica e pragmatismo, di Carlo Sini, p. 65.
La prassi tra struttura e storia. Croce e Gentile interpreti e critici di Marx, di Vincenzo Vitiello, p. 77.
L’etica nell’ebraismo, di Amos Luzzatto, p. 95.
Kant e la teodicea, di Gerardo Cunico, p. 105.
Johann Jakob Bachofen: dalla parte del dirittofemminile?, di Michele Cascavilla, p. 163.
Maurice Blondel e la ricerca di una fondazione razionale della vita morale. Per una filosofia delle cose umane, di Galliano Crinella, p. 201.
« Ethos della terra », imperativo territoriale, « Nomos der Erde » e territorio quale elemento dello Stato (appunti), di Luigi Ciaurro, p. 227.
Morale e politica, di Marco Ivaldo, p. 243.
Sul concetto teologico di elezione: il risorto; l’ascolto, di Maria Cristina Laurenzi, p. 259.
Edith Stein
Il problema dell’Einfühlung, di Carla Bettinelli, p. 291.
Filosofia come « ricerca essenziale » e senso dell’essere, di Ada Lamacchia, p. 305.
La ricerca di Husserl nell’itinerario di ricerca di Edith Stein, di Umberto Galeazzi, p. 363.
Note e schiarimenti
L’epistemologia contemporanea e le implicazioni etiche della scienza, di Sergio Agostinis, p. 387.
« Il respiro etico del progetto » in Paul Ricoeur, di Marco Bonato, p. 397.
Gioele Solari e il diritto privato, di Umberto Colonnelli, p. 415.
L’Altro, lo Stesso… in tema di egoismo maturo, di Salvatore Amato, p. 441.
Il problema mente-corpo in Herbert Feigl. La (ri)-formulazione della teoria dell’identità, di Giuseppe Ricci, p. 451.
Contributi alla civiltà del diritto, di Michele Cascavilla, p. 459.
L’idea dello « scopo » nella teoria della pena, di Benigno D’Orazio, p. 477.

10 – 1990 e 1991

Ernst Bloch
Considerazioni sull’ebraismo

Anticipazione affrettata [i.m.], p. 5.
L’eredità di Ernst Bloch
L’immagine di Sais, di Italo Mancini, p. 13.
Thomas Müntzer e il comunismo, di Stefano Zecchi, p. 47.
Conoscenza dell’essere e della storia. L’ontologia processuale e il problema escatologico, di Gerardo Cunico, p. 55.
La Drehung blochiana. Ontologia fondamentale, esperienza ontologica e loro comune origine gnostica, di Marco Cangiotti, p. 85.
« Religione in eredità »: quale e a chi? Le categorie fondamentali della filosofia della religione di Ernst Bloch, di Tommaso La Rocca, p. 105.
Sul messianismo di Bloch, di Piergiorgio Grassi, p. 125.
Il diritto di resistenza in Ernst Bloch, di Enrico Moroni, p. 139.
Bloch e il socialismo, di Michele Martelli, p. 149.
L’antiutopia di Hans Jonas, di Galliano Crinella, p. 165.
Considerazioni sull’ebraismo
Lettura di Rosenzweig, di Andrea Aguti, p. 183.
Su Barth e l’ebraismo, di Maria Cristina Laurenzi, p. 207.
Note e schiarimenti
Hegel e Adorno: la metafisica in bilico, di Mauro Bozzetti, p. 265.
Il problema dell’alterità e Sartre, di Sebastiano Miccoli, p. 279.
La filosofia del silenzio nelle grandi interpretazioni di Romano Guardini, di Silvano Zucal, p. 291.
Il diritto di punire e la dignità dell’uomo, di Michele Cascavilla, p. 343.
Il conflitto dei metodi nella scienza giuridica, di Sebastiano Miccoli, p. 353.

1994 (Nuova Serie)

Su Dio

Pensare e dire Dio, di Graziano Ripanti, p. 3.
Nuovo inizio teologico, di Italo Mancini, p. 7.
Le prove dell’esistenza di Dio come paradigma del sistema hegeliano, di Mauro Bozzetti, p. 19.
Il ‘Dio della metafisica’ secondo Heidegger, di Antonio Pieretti, p. 41.
Dire Dio in prospettiva atea. Sartre e la fenomenologia della preghiera, di Sebastiano Miccoli, p. 67.
Quale Dio? A proposito di alcuni autori, di Paolo De Benedetti, p. 99.
« Dio è amore » (1 Gv 4,8.16). R~flessioni bibliche su una formula originale che introduce al « mistero » di Dio, di Settimio Cipriani, p. 115.
Dio e il mistero cristiano, di Giampiero Bof, p. 143.
Dio nella riflessione ecumenica, di Luigi Sartori, p. 173.
La dottrina dogmatica dei principi secondo Wilhelm Hermann, di Karl Barth, p.2Ol.
L’assoluto e il Dio fenomenico nell’induismo e nel buddhismo, di Aldo Natale Terrin, p. 243.
Il « Dio nell ‘inconscio » di Victor E. Frankl, ovvero l’esperienza della frammentarietà sullo sfondo dell’assoluto, di Eugenio Fizzotti, p. 277.

1995 (Nuova Serie)

Kerygma e prassi. Filosofia e teologia in Italo Mancini

Il senso di un itinerario, di Piergiorgio Grassi, p. 3.
Ontologia e metafisica, di Carmelo Vigna, p. 9.
Quel silenzio che io sono, di Alessandro Di Caro, p. 39.
Ontologia e linguaggio, di Graziano Ripanti, p. 51.
Logica della fede, logica dei doppi pensieri, di Francesco Totaro, p. 67.
Filosofia della religione come ermeneutica della rivelazione, di Giovanni Ferretti, p.
87.
Il « progetto puro » o del cristianesimo radicale, di Antonio Pieretti, p. 115.
Dalla filosofia alla filosofia del diritto, di Francesco D’Agostino, p. 147.
Pensiero negativo e prassi politica, di Luigi Alfieri, p. 159.
L’incidenza teoretica dell’utopia, di Galliano Crinella, p. 187.
Il mio itinerario ermeneutico, di Italo Mancini, p. 205.
Italo Mancini. Bibliografia 1950-1992, a cura di Sebastiano Miccoli, p. 227.
Nota biografica, p. 269.

1996 (Nuova Serie)

Rileggere Bonhoeffer

Dietrich Bonhoeffer: i frammenti e il tutto, di Graziano Ripanti, p. 3.
La questione Bonhoeffer, di Ugo Perone, p. 7.
« Tutto questo è detto in modo molto acerbo e sommario… « . Nota intorno alla nuova edizione delle opere di Dietrich Bonhoeffer, di Gallas, Alberto, p. 29.
Chiesa per il mondo. Sulla ecclesiologia di Dietrich Bonhoeffer, di Andrea Milano, p. 43.
La disciplina dell’arcano. Garanzia dell’ecclesialità della fede e della missione della Chiesa per il mondo, di Giampiero Bof, p. 103.
L’essere di Cristo fondamento di un’etica della concretezza storica in Dietrich Bonhoeffer, di Giannino Piana, p. 123.
Problemi del pensiero cristologico in Bonhoeffer, di Maria Cristina Laurenzi, p.
149.
Bonhoeffer ed Hegel. A proposito del seminario su Hegel tenuto nel 1933 dal Privatdozent Dietrich Bonhoeffer, di Mauro Bozzetti, p. 155.
La presenza del « politico » nell »esperienza credente di Bonhoeffer e I ‘ »etica » come categoria di mediazione, di Sergio Sorrentino, p. 171.
Dalla guerra invincibile al comandamento della pace. La riflessione di Dietrich Bonhoeffer nei primi anni Trenta, di Alberto Conci, p. 201.
Dietrich Bonhoeffer e la ‘questione ebraica’, di Emilio Baccarini, p. 221.
D. Bonhoeffer e K. Barth: un dialogo interrotto, di Andrea Aguti, p. 241.

1997 (Nuova Serie)

Ermeneutica e razionalità contemporanea

Ermeneutica come pensiero della parola, di Graziano Ripanti, p. 3.
L’universalità dell’ermeneutica e il problema della sua giustificazione, di Franco Bianco, p. 9.
Metafisica ed ermeneutica, di Carmelo Vigna, p. 23.
Ermeneutica e trascendentalità, di Francesco Botturi, p. 45.
Il linguaggio come luogo dell’ermeneutica, di Antonio Pieretti, p. 63.
Ermeneutica del senso, senso dell’ermeneutica. Note su di un problema heideggeriano, di Adriano Fabris, p. 97.
Ermeneutica e ragione dialogica, di Emilio Baccarini, p. 119.
Ermeneutica e teologia, di Giovanni Moretto, p. 137.
Nuove e vecchie razionalità, di Giampiero Bof, p. 171.
L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa, di Settimio Cipriani, p. 195.
Il problema dell’interpretazione in Karl Barth e Italo Mancini, di Andrea Aguti, p. 215.
Epistemologia ed ermeneutica: il problema del metodo in K. R. Popper e H.-G. Gadamer, di Dario Antiseri, p. 255.
Ermeneutica e fisica moderna, di Vincenzo Fano e Gino Tarozzi, p. 277.
Linguaggio e mondo in Wittgenstein, di Alessandro Di Caro, p. 297.
Il paradigma ermeneutico della ragione: Gadamer e Habermas, di Antonio De Simone, p. 325.

1998 (Nuova Serie)

Diritto e teologia

Oltre il disincanto, di Enrico Moroni, p. 3.
Prospettive per una teologia del diritto, di Francesco D’Agostino, p. 9.
La comunità interpretativa nel diritto e nella teologia, di Francesco Viola, p. 21.
Diritto, anarchia, (a)teologia, di Luigi Alfieri, p. 41.
Quale luogo per il diritto? Quale luogo per la teologia?, di Attilio Franchi, p. 51.
Teoria politica e teologia politica. Osservazioni sul loro rapporto reciproco, di Ernst-Wolfgang Böckenförde, p. 65.
Diritto e teologia. Una mediazione dimenticata, la morale, di Giuseppe Angelini, p. 81.
Giustizia, giudizio e legge nell’ebraismo, di Paolo De Benedetti, p. 109.
Ermeneutica della questione etico-giuridica nell’Islam, di Khaled Fouad Allam, p. 119.
Perdono e diritto, di Sergio Rostagno, p. 131.
Il perdono può guarire?, di Paul Ricoeur, p. 157.
Pena, cristianesimo, società: Un confronto tra Tolstoj e Dostoevskij, di Michele Cascavilla, p. 165.
« Id genus omne ». Politica, diritto e morale negli Essais, di Nicola Panichi, p. 199.

1999 (Nuova Serie)

L’Occidente e il cristianesimo

L’Occidente: essere e parola, di Graziano Ripanti, p. 3.
L’Occidente e il cristianesimo. Una svolta?, di Franco Garelli, p. 7.
Il profetismo cristiano, di Giovanni Filoramo, p. 27.
Orientamenti per la teologia del terzo millennio, di Ghislain Lafont, p. 49.
Da Gerusalemme ad Atene. Il trascendentale delle speranze, di Virgilio Melchiorre, p. 71.
Secolarizzazione e idea del tramonto, di Pietro De Vitiis, p. 99.
Il cristianesimo da religione a Chiesa in Max Adler, di Tommaso La Rocca, p. 123.
Il cristianesimo tra « metafisica » e « teoria » in Paul Yorck von Wartenburg, di Francesco Donadio, p. 151.
Corde tese sul legno del violino, di Francesco Paolo Ciglia, p. 179.
Ernst Troeltsch; il futuro del cristianesimo, di Roberto Garaventa, p. 213.
Dopo i maestri del sospetto. Il cristianesimo in Michel Henri, di Giuliano Sansonetti, p. 245.
Esistenziale politico ed esistenziale religioso, di Attilio Franchi, p. 269.
Su Il disincanto del mondo di Marcel Gauchet, (a cura di Nevio Genghini), di Charles Taylor, p. 287.
L’Oriente come l’altra anima dell’Occidente, di Aldo Natale Terrin, p. 303.

2000 (Nuova Serie)

Filosofie della religione

Filosofie della religione. Un’ecumene sempre più vasta, di Piergiorgio Grassi, p. 3.
Oltre l’ermeneutica. Le « aperture » della filosofia della religione contemporanea in area tedesca, di Adriano Fabris, p. 9.
Richard Schaeffler fra metodo fenomenologico e metodo trascendentale, di Pietro De Vitiis, p. 41.
Diramazioni della « via lunga ». Il caso francese, di Marco Ravera, p. 77.
Jean-Luc Marion. Una fenomenologia dell’inapparente, di Andrea Aguti, p. 93.
Contro l’evidenzialismo. La recente filosofia analitica della religione, di Mario Micheletti, p. 123.
La filosofia della religione dopo Wittgenstein, di Alessandro Di Caro, p. 167.
Filosofia della religione in area ispanica, di Armando Savignano, p. 185.
Ermeneutiche latino-americane della liberazione, di Giacomo Canobbio, p. 207.
Modelli di filosofia della religione nel pensiero italiano contemporaneo, di Carlo Scilironi, p. 245.
Filosofia e religione nell’Ortodossia, di Marios Begzos, p. 285.
Tra l’Uno e gli altri. Il pensiero neoebraico, di Francesco Paolo Ciglia, p. 309.
La filosofia della religione in area islamica, di Massimo Campanini, p. 345.
Filosofie indù della religione?, di Aldo Natale Terrin, p. 363.

2001 (Nuova Serie)

Domande di etica


Senso del domandare etico
, di Graziano Ripanti, p. 3
Dalla morale all’etica e alle etiche, di Paul Ricoeur, p. 5
Per un ‘etica del desiderio, di Carmelo Vigna, p. 17
Il « senso » del possibile e l’orizzonte del limite nella civiltà tecnologica, di Adriano Pessina, p. 41
Questioni di giustizia, di Salvatore Veca, p. 65
Il vero, il bene, il giusto: domande inevase della filosofia politica, di Roberto Gatti, p. 89
Etica e stile pragmatico, di Attilio Franchi, p. 109
« Figure » di un’etica della responsabilità, di Giannino Piana, p. 125
Figure della « responsabilità per altri » in Emmanuel Lévinas, di Fabio Rossi, p. 153
Etica e vita in Hans Jonas, di Giuliano Sansonetti, p. 183
La morale tra postilluminismo e postmodernità, di Pietro De Vitiis, p. 199
Etica ed eredità hegeliana in Odo Marquard., di Elio Matassi, p. 217
Libertà, di George Edward Moore, p. 235
I Collaboratori, 265

2002 (Nuova Serie)
[in]Attualità del politico

La perenne [in]attualità del politico, di Luigi Alfieri, p. 3.
Semantica e progetto della teologia politica, di Johann Baptist Metz, p. 7.
Teodicea politica? Ethos e Kratos, di Roberto Gatti, p. 19.
Religione, simbolo, politica. La «religione politica» nell’interpretazione di Eric Voegelin, di Marco Cangiotti, p. 57.
Il paradosso dell’autorità, di Paul Ricoeur, p. 93.
L’idea di impero, di Claudio Bonvecchio, p. 109.
Per una critica della categoria di totalitarismo, di Domenico Losurdo, p. 131.
Nichilismo e politica in Karl Löwith e Leo Strauss, di Enrico Moroni, p. 167.
Pluralismo sociale e virtù politica, di Francesco Botturi, p. 183.
Idea di un personalismo politico, di Giorgio Campanini, p. 219.
Charles Taylor e la tradizione repubblicana, di Nevio Genghini, p. 233.
Morali dell »Esodo in Michael Walzer, di Franco Riva, p. 263.
I collaboratori, p. 283.

2003 (Nuova Serie)
Esperienza estetica e teologia

Un’estetica teologica?, di Graziano Ripanti, p. 5.
Percezione della bellezza, percezione del sacro, di Virgilio Melchiorre, p. 9.
Per un’estetica dell’incarnazione, di Roberto Diodato, p. 27.
L’arte come sfera autonoma dei valori: Max Weber, di Francesco Ghia, p. 41.
Lo sguardo di Euridice: ascolto della speranza e utopia in Bloch, di Elio Matassi, p. 67.
Adorno: dignità estetica della teoria. L’enigma della verità, di Mauro Bozzetti, p. 87.
Franz Rosenzweig: l’arte come propedeutica della redenzione, di Francesco Paolo Ciglia, p. 97.
Estetica teologica e questione dell’essere: Balthasar e Heidegger, di Pietro De Vitiis, p. 123.
Il paradosso estetico in Karl Barth, di Andrea Aguti, p. 143.
L’ordine degli affetti. Per un’estetica della redenzione, di Pierangelo Sequeri, p. 157.
Il senso religioso della musica, di Giampiero Bof, p. 171.
Theophonia. Mistero della musica e suono del mistero, di Giuseppina Santucci, p. 189.
Bellezza, ascesi e liturgia. Un confronto con il pensiero ortodosso russo, di Natalino Valentini, p. 205.
Cristianesimo senza mito? Da Nietzsche a Girard, di Federico Vercellone, p. 235.
Oriente ed esperienza estetico-religiosa, di Aldo Natale Terrin,p. 247.
I collaboratori, p. 291.


2004 (Nuova Serie)


Filosofia teologia politica. A partire da Italo Mancini.

Grassi, P., Dieci anni dopo, p. 5.
Fabris, A., Filosofia della religione dopo Mancini, p. 11.
Milano, A., Il teologo e filosofo dei « doppi pensieri », p. 33.
Alici, L., Agostino in Mancini, p. 65.
Ascione, A., Tommaso in Mancini, p. 85.
Aguti, A., La teologia evangelica in Mancini, p. 99.
Matassi, E., Lukács e Bloch in Mancini, p. 121.
Cacciari, M., Briciole filosofiche intorno al Frammento su Dio, p. 135.
Piana, G., Etica tra fondazione e impegno, p. 143.
D’Agostino, F., Mancini: filosofia e teologia del diritto, p. 169.
Viola, F., Diritto ed ermeneutica: itinerari recenti, p. 183.
Alfieri, L., Categorie dell’antagonismo tragico in Mancini, p. 197.
Moroni, M., Etiche del diritto, p. 225.
Cascavilla, M., Diritto naturale ed ermeneutica, p. 239.
Cangiotti, M., Oltre Rawls: sul fondamento del « ragionevole », p. 259.
Miccoli, S., Bibliografia della critica su Italo Mancini, p. 285.
I collaboratori, p. 301.

2005 (Nuova Serie)


Quale metafisica?

Ripanti G., Il linguaggio della metafisica, p. 5
Vitiello V., Tu. La metafìsica della seconda persona, p.9
Berti E., Metafìsica debole?, p. 39
Micheletti M., La rinascita della teologia naturale nella filosofia analitica, p. 53
Coda R., Metafisica e Trinità. Il contributo metodologico di san Tommaso, p. 87
Melchiorre V., Dall’onto-teo-logia alla via trascendentale, p. 107
Vigna C., Metafisica minima, p. 119
Ravera M., Totalità e tonalità. Pensieri su atonalità e dodecafonia nella “fine della metafisica”, p. 139
Pieretti A., Epistemologia contemporanea e problema del fondamento, p. 153
Alai M., Dal realismo scientifico al realismo metafisico, p. 167
Lorizio G., Quale metafisica per, dalla, nella teologia?, p. 191
De Vitiis R., Wolfhart Pannenberg e la metafìsica, p. 231
Bozzetti M., Habermas crìtico della teoria metafisica di Dieter Henrich, p. 247
Brena G. L., Metafisica o post-metafisica. La questione del realismo a partire da Habermas, p. 259
Iiritano M., Metafisica e storia in Robin George Collingwood, p. 277
Aubenque R., Senso e struttura della metafisica aristotelica, p. 303
Hösle V., Verità e comprensione. Un’ermeneutica obiettivo-idealistica, p. 321

2006 (Nuova Serie)


Dire persona, oggi

Ripanti G., Persona. Dialettica di un concetto, p. 5

TEORIE
PEROLI E., L’altro se stesso. Sulle origini dell’idea di persona, p. 9.
NATOLI S., Persona: cura di sé e relazione con gli altri, p. 29.
PIERETTI A., Persona: ascolto e reciprocità, p. 43.
TOTARO F., Ontologia, etica e principio-persona, p. 71.
MILANO A., Il paradosso persona, p. 89.
SANNA I., La questione antropologica, p. 117.
SPAEMANN R., Sul concetto di natura dell’uomo, p. 151.
SERRETTI M., Il nome della persona, p. 169.
GIUSTINIANI P., Persona in bioetica, p. 193.

MODELLI
PIANA G., Bioetica e rifondazione dell’etica pubblica, p. 221.
DONADIO F., Paul York von Wartenburg, p. 239.
VALENTINI N., Il mistero della persona nel pensiero russo, p. 261.
MELCHIORRE V., Emmanuel Mounier, p. 291.
GALEAZZI G., Jacques Maritain, p. 315.
CIGLIA F. P., Emmanuel Levinas, p. 335.
RAVERA M., Luigi Pareyson, p. 355.
GENGHINI N., Charles Taylor, p. 385.
MICHELETTI M., Persona nell’etica delle virtù, p. 401.
TERRIN A. N., Il concetto del sé e di persona in Oriente. I vari livelli del sé nell’Induismo e l’idea del « non-sé »nel Buddhismo Theravada, p. 417.

2007 (Nuova Serie)


Corpo e persona

Ripanti G., Il corpo umano: enigma o mistero?, p. 5

FILOSOFIA
Melchiorre V., Determinismo e indeterminismo. Sulle condizioni della libertà, p. 11
Boella L., Quando i corpi parlano e le persone si incontrano, p. 27
Vigna C., Il corpo della mente, p. 45
Fabris A., Il corpo e la carne. Un percorso da Michel Henry a Tertulliano, p. 53
Sterlicchi P., Corpo e carne: una sfida fenomenologica, p. 71
Allegra A., Costituzione ed essenza. Note sul rapporto di corpo e persona nella metafisica analitica, p. 95
Moravia S., Un mondo negato. L’assolutizzazione del corpo nella psico-umanologia contemporanea, p. 109

SCIENZE
Micheletti M., Obiezioni filosofiche al naturalismo, p. 131
Arecchi F.T. – Fano V., Neuropsicologia della creatività scientifica, p. 151
Fizzotti E., Corpo e persona, psicologia e psicoterapia, p. 175

TEOLOGIA
Penna R., Corpo e storia. Luoghi della rivelazione biblica, p. 201
Gori F., L’antropologia nel cristianesimo antico, p. 225
Bof G., Corpo, persona, Cristo, p. 245
Piana G., Il corpo fondamento di un’etica « situata », p. 269
Giuliani M., Corpo e carnalità nel pensiero ebraico, p. 283
Terrin A. N., Corpo e persona nel Såmkhya-yoga, p. 301

DOCUMENTI
Ricoeur P., Merleau-Ponty: al di là di Husserl e Heidegger, p. 347

2008 (Nuova Serie)


Polis e scienza

Moroni E., Premessa, p. 5

Gallino L., Politiche della scienza ai tempi della mondializzazione, p. 11
Alfieri L., Natura umana, tecnica, istituzioni, p. 45
D’Agostino F., Tecnoscienza e bioetica critica
, p. 65
Pandolfi A., La questione biopolitica
, p. 75
Semplici S., Senza Dio e senza re. Tecnoscienza e politica
, p. 101
Cangiotti M., Antropologia e biopolitica
, p. 119
Gatti R., Natura umana, scienza, politica: un excursus e qualche annotazione
, p. 143
Pirni A., Il disagio della complessità
, p. 173
Miano F., Günther Anders: critica della tecnica e fine dell’umano
, p. 199
Scalzo D., L’impensato della democrazia. Tecnica e politica in Martin Heidegger
, p. 221
Agnati L. F., Neuroscienze e filosofia: antiche e nuove “mitologie”
, p. 271
Fano V., Colagè I., Teologia e scienza: quale dialogo?
, p. 303
Strumia A., Scienza e coscienza teologica
, p. 327

Inedito
Arnold Gehlen, Diritto senza virtù. Considerazioni sociologiche sulla giustizia (a cura di C. Brentari), p. 355

2009 (Nuova Serie)

Karl Barth in prospettiva ecumenica


GRASSI P.G., Rileggere Barth, p. 3 

PROSPETTIVE
G. WENZ, Tra i tempi. Sulla comprensione storica della teologia della crisi di Karl Barth, p. 7
A. MAFFEIS, Karl Barth, un teologo tra le confessioni cristiane, p. 27
F. FERRARI, La recezione di Barth nella teologia protestante, p. 67
M. NICOLETTI, Tra dialettica e analogia. Karl Barth e la politica, p. 89
R. PENNA, Il posto del Römerbrief nella storia dell’ermeneutica paolina, p. 107

 INTERPRETI
L BERTOLETTI, Martinetti interprete di Barth. Sul fondamento del dualismo, p. 123
F. MIANO, Jaspers e Barth, p. 137
M. RAVERA, Il Barth di Luigi Pareyson, p. 155
S. ZUCAL, Balthasar critico di Barth, p. 179
R. GARAVENTA, Ecumenismo e postmodernità. Hans Küng lettore di Karl Barth, p. 209
G. COCCOLINI, Il giovane Moltmann e Barth, p. 231

 MATERIALI
K. BARTH, La Costituzione dogmatica Dei Verbum sulla divina rivelazione (a cura di F.S. Festa), p. 247
P.N. EVDOKlMOV, L’Ortodossia di fronte all’interpretazione di Karl Barth (a cura di N. Valentini), p. 267
H. BOUILLARD, Karl Barth e il cattolicesimo (a cura di P. Boni), p. 291
I. MANCINI, Convergenze teologiche nell’Europa di oggi: il contagio barthiano (a cura di A. Aguti), p. 313

2010 (Nuova Serie)

Cos’è l’Illuminismo?

 P. GRASSI, Sull’Illuminismo, p. 3

 Prospettive
P. CASINI, L’Illuminismo: teorie e pratiche, p. 9
U. PERONE, L’Illuminismo come categoria ermeneutica, p. 29
S. PETRUCCIANI, L’Illuminismo « autocritico » di Jürgen Habermas, p. 47
G. SGUBBI, Illuminismo teologico, p. 67
M. RAVERA, «Peccato» per l’ Illuminismo: peccato dell’Illuminismo?, p. 89

 Interpreti
R. BORDOLI, Tra Illuminismo e cristianesimo, p. 121
E. BACCARINI, La ragione s-confinata. A partire da Kant, p. 135
G. CANTILLO, Hegel e l’Illuminismo, p. 151
F.P. CIGLIA, Franz Rosenzweig interprete dei Lumi, p. 169
A. AGUTI, Karl Barth e l’Aufklärung, p. 189
M. BOZZETTI, L’Illuminismo in bianco e nero. Horkheimer e Adorno, p. 205
G. RIPANTI, Ermeneutica e Illuminismo, p. 219
A. DI CARO, Michel Foucault e l’attualità dell’Illuminismo, p. 235
G. COCCOLlNI, Johann Baptist Metz e una teologia politica illuministica, p. 249

 Materiali
J. D’ALEMBERT, Sull’abuso della critica in materia di religione (a cura di D. Bosco), p. 265 
J.A. EBERHARD, Sui segni del rischiaramento di una nazione (1783) (a cura di H. Spano), p. 311

2011 (Nuova Serie)
Attualità del mito

 
P. GRASSI, Persistenza del mito, p.3
 
Prospettive
 A. MAGRIS, Sul senso del “mito” nell’antichità e nella modernità, p. 11
G. LORIZIO, Logos e fede: la teologia fondamentale di fronte al mito, p. 73
A.N. TERRIN, Apãm Napãt: il mito delle “acque primordiali” nella cosmogonia vedica, p. 101
G.M. CHIODI, Il mito politico come coscienza collettiva, p. 139
L. ALFIERI, Il mito della storia, p. 171
M. CANGIOTTI, La necessità del mito per la politica e i suoi rischi, p. 191
 
Interpreti
 A. PIERETTI, Il mito, sapienza partecipativa, p. 211
R. CELADA BALLANTI, Karl Jaspers e Rudolf Bultmann: la disputa sulla demitizzazione, p. 235
D.S. SCALZO, Ernst Jünger e Walter Benjamin: mobilitazione totale o estetizzazione della politica, p. 265
G. DE SIMONE, Georges Gusdorf: della verità del mito, p. 297
V. CESARONE, Mythos-Debatte: remitizzazione senza mitolatria, p. 321
E. MORONI, Leszek Kolakowski: il mito necessario nel tacere del mondo, p. 337
G. SANSONETTI, Furio Jesi e la “macchina mitologica”, p. 347
S. BIGNOTTI, Maria Zambrano: il mito di Antigone, p. 363
G. ACCORDINI, Wolfhart Pannenberg: il mito tra prolessi e metafora assoluta, p. 397
 
Materiali
 P. RICOEUR, Il simbolo e il mito (a cura di Ilario Bertoletti), p. 417
TRENT’ANNI DI “HERMENEUTICA” (1981-2011), Indici delle annate (a cura di Sebastiano Miccoli), p. 429

2012 (Nuova Serie)

Nuovi ateismi e antiche idolatrie

P. GRASSI, Fra ateismi e idolatrie, p. 3

Prospettive
L. ALlCI, Differenze senza Differenza. L’idolatria nell’epoca postsecolare, p. 9
G. TANZELLA-NITTI,Theologia physica? Razionalità scientifica e domanda su Dio, p. 37
C. CIANCIO, Ateismo del. credente efideismo dell’ateo, p. 55
V. MELCHIORRE, Dal « nuovo ateismo » verso Hume, e oltre, p. 73
M. MICHELETTI, Nuovo ateismo, ateologia naturale e « naturalismo perenne », p. 93
E. BACCARINI, Smarrimento metafisico e infatuazione idolatrica, p. 137
I. BERTOLETTI,Idealtipi dell’ateismo, p. 155
M. CANGIOTTI, Ateismo e idolatria, oggi, p. 163
M. GIULIANI, Figure dell’idolatria nel pensiero rabbinico, p. 179
R. PENNA, Idolatria a ateismo negli scritti del Nuovo Testamento, p. 193
G. CANOBBIO, La teologia difronte all’ateismo, p. 215
C. DOTOLO, Tra ateismo e monoteismo, p. 229

Figure e confronti
M. IIRITANO, Kierkegaard e Dostoevskij fra ateismo e fede, p. 253
U. GALEAZZI, Del Noce e l’ateismo prometeico, p. 271
L. ALFIERI, Italo Mancini e il « Dio dei filosofi ». Parole e tempi di salvezza, p.289
w. FRANKE, John Milbank. La teologia negativa come critica dell’idolatria, p. 315
L. GRION, Postumanesimo: un neognosticismo?, p. 333

Materiali
J.-L. MARION, Dalla « morte di Dio » ai nomi divini. L’itinerario teologico della metafisica (a cura di C. Canullo), p.353

 



Maxime Kovalevsky

 

»… ut mens nostra concordet voci nostrae.«

(Regula S. Benedicti Capitulum XIX)

Ökumenische Lima-Liturgie

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Lima-Liturgie – vertont von Maxime Kovalevsky
ensemble officium / Johanneskantorei Tübingen 
Leitung: Wilfried Rombach
Liturg: Christof Nikolaus Schröder
CHRISTOPHORUS-Verlag CHR 77231 

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Klaus Meyer zu Uptrup

Ein Spiel vor Gott und seinen Engeln

DIE LIMA-LITURGIE IN DER VERTONUNG VON MAXIME KOVALEVSKY

Das vorliegende Werk ist Zukunftsmusik, Ausdruck der erstrebten und erhofften Einheit der Christen. Ist die Textgestalt dieser Liturgie Frucht jahrzehntelanger Arbeit der Kommision für Glaube und Kirchenverfassung des Ökumenischen Rates der Kirchen, so verdankt sich die musikalische Gestalt einer „ökumenischen Initiative von unten“. 
 

Was ist die Lima-Liturgie?

Im Jahre 1982 hat die Kommission für Glauben und Kirchenverfassung des Ökumenischen Rates der Kirchen bei Lima / Peru zu „Taufe, Eucharistie und Amt“ Konvergenzerklärungen verabschiedet, bei der auch römisch-katholische Theologen mitgearbeitet haben. [Punkt zuviel] Darin ist ausgedrückt, in welcher Richtung die verschiedenen Kirchen, Konfessionen und Denominationen sich aufeinander zubewegen können, um in Christus auch ihre sichtbare Einheit zu finden. Der Sekretär dieser Kommission war der Taizé-Bruder Max Thurian, der schon 20 Jahre zuvor ein Buch zur Eucharistie mit ökumenisch fruchtbaren Gedanken veröffentlicht hatte und über eine reiche liturgische Erfahrung verfügte. Die Lima-Liturgie, die zum Abschluß gefeiert wurde, ist so etwas wie ein Leuchtfeuer auf diesem Weg geworden. Sie wurde bei den Weltversammlungen in Vancouver 1983 und in Seoul 1990 gefeiert. 
Die Lima-Liturgie ist als solche eine reine Textvorlage mit allen Stücken einer klassischen Messe. Ihre Besonderheit liegt in ihrem „ökumenischen Aufbau“, der Gemeinsamkeiten aus der vor 1054 noch ungeteilten Kirche aus Ost und West vereinigt und seinen Gebeten das Grundverständnis des von Christus eingesetzten Heiligen Mahles und die Bitte um Einheit der getrennten Kirchen vor Gott ausspricht. Die Lima-Liturgie hat die Gestalt einer „Großen Danksagung“ (=Eucharistia, griech.) an Gott für das, was er durch Christus der Menschheit geschenkt hat. Sie ist „Zukunftsmusik“, denn noch ist es offiziell nicht möglich, daß evangelische und katholische Christen gemeinsam das Abendmahl (Messe, Eucharistie) feiern. Man wird die Schuld daran wohl nicht allein bei der Römisch-Katholischen Kirche suchen dürfen, die auf ihr Verständnis des Priesteramtes verweist. In den Evangelischen Kirchen entspricht die « Erneuerte Agende » wohl recht gut den Erklärungen zur Eucharistie von Lima, in ihrer Praxis aber ist, ökumenisch gesehen, noch einiges nachzuholen. Dazu kann es eine gute Hilfe sein, sich auf die Lima-Liturgie einzulassen. 
 

Wie die Vertonung durch Maxime Kovalevsky zustande kam

Bei den Ökumenischen Weltversammlungen hatte man die Lima-Liturgie mit liturgischen Singstücken aus verschiedenen Ländern und Orten gefeiert. Bruder Johannes Junger (Brüder vom gemeinsamen Leben) äußerte mir gegenüber die Idee, diese ökumenische Liturgie sei es wert, „aus einem Guß“ vertont zu werden. Maxime Kovalevsky in Paris sei dafür der richtige Mann. Aber es gelang ihm nicht, Maxime durch Briefe für dieses Vorhaben zu gewinnen. Der Komponist war schon über 80 Jahre alt und arbeitete noch für seine Katholisch-Orthodoxe Kirche. Ich besuchte ihn daraufhin in Paris und saß bei einem gemeinsamen Essen einem alten Manne gegenüber, aus dessen blauen Augen eine Lebendigkeit blitzte; „klassisch“ das Profil seines Gesichtes, ein sprühender Geist, eine Ausstrahlung, die seine innerste Berufung spüren ließ: Gesang zum Lobe Gottes – Liturgie. Ich trug ihm unser ökumenisches Anliegen vor und gewann ihn. Unsere „ökumenische Initiative von unten“ wurde durch evangelische und katholische Persönlichkeiten unterstützt und brachte durch Spenden einzelner, bei Kirchengemeinden und Landeskirchen die notwendigen Mittel auf. 
 

Maxime Kovalevski

Der Komponist entstammt einem russischen Adelsgeschlecht, das ursprünglich in der Ukraine beheimatet war und Rußland Offiziere, Minister, Professoren und höhere Geistliche gebracht hatte. Maxim wurde 1903 in Sankt Petersburg geboren und wuchs mit seinem älteren Bruder Peter und dem jüngeren Eugraph auf. Sein Vater Eugraph war leitender Staatsbeamter und 1917 Mitglied der Gesamtrussischen Synode, die das durch Zar Peter den Großen 1721 abgeschaffte Patriarchat in der Russisch-Orthodoxen Kirche wiederherstellte. Die Mutter hatte Geschichte studiert – eine der ersten Frauen in Rußland mit Universitätsabschluß. Mit dem Bruder Peter zusammen hatte Maxim ein baltisches Kindermädchen lutherischen Glaubens; von ihr hat er, wie er mir erzählte, deutsch gelernt (so konnte er später die deutschen Texte der Lima-Liturgie ganz nach ihrem Sinn vertonen). Die Mutter gab ihren Kindern eine „ökumenische Bildung“: russische Autoren wie Tolstoi, Dostojewsky …, protestantische wie Luther, Calvin, James, katholische wie Pascal, Bossuet, Chateaubriand … Der weitgereiste Vater erschloß ihnen einen weltweiten Horizont. 
Maxim war 14 Jahre alt, als 1917 die bolschewistische Revolution ausbrach. Im Zusammenbruch ihrer bisherigen Lebenswelt wandten sich die Brüder nun ernstaft dem zu, was Halt zu geben versprach: dem Leben der Kirche, wie es sich in der Liturgie enthüllte. Als 1920 die Rote Armee auch die Ukraine einnahm, floh die Familie über die Krim und Konstantinopel nach Paris. Frankreich wurde ihre Wahlheimat. Um die Aussprache seines Namens zu wahren, schrieb Maxim nun „Maxime“. Er studierte Mathematik und war beruflich erfolgreich als Versicherungsmathematiker. Zudem studierte er auch Musikwissenschaft und Liturgik und diente als Diakon in der Liturgie seiner Kirche (Église St. Irénée, Paris). Er lehrte am Orthodoxen Theologischen Institut Saint Denis in Paris, dem er auch als Dekan vorstand. 
Sein Lebenswerk ist eine schöpferische Verbindung westlicher und östlicher Traditionen des Gottesdienstes, musikalisch wie liturgisch. In seinem Studium der Kompositionsprinzipien der großen Traditionen, der gregorianischen, der griechischen und der altrussischen, entdeckte er gemeinsame Ansätze, die sich dann in den sprachmelodisch und rhythmisch verschiedenen Sprachen des Kirchenlateins, des Griechischen und des Altslawischen auch musikalisch verschieden ausprägten. Nach diesen Prinzipen hat er früher schon für die Katholisch-Orthodoxe Kirche in Frankreich die alte gallikanische Liturgie in französischer Sprache vertont. Diese Form der Eucharistie, die im Abendland von der ausgehenden Antike bis in die Zeit Karls des Großen gefeiert wurde, enthält vieles Gemeinsame der damals noch ungetrennten Kirche in Ost und West. Die Orthodoxe Kirche in Rußland stecke, so sagte er mir, musikalisch noch im 19. Jahrhundert, und es übersteige ihre Kraft, das zu ändern. Für die orthodoxe Kirche des Westens aber sei das sehr wohl möglich, und er habe einen solchen Schritt darüber hinaus unternommen. 
So schien uns Maxime Kovalevsky, dessen Lebensthema eine „musikalische Konvergenz“ westlicher und östlicher Traditionen war, wie kein anderer berufen, die Liturgie zu vertonen, in der modellhaft die ökumenische Bewegung ihre „Konvergenz“, das Zusammenklingen ihrer verschiedenen Traditionen ausgedrückt hat. 
 

Die Vertonung der Lima-Liturgie

Zugrunde liegt der Text in der deutschen Fassung bei Max Thurian (Hg.), Ökumenische Perspektiven von Taufe, Eucharistie und Amt, 1983. Aus der Fassung zur Sechsten Vollversammlung des Ökumenischen Rates der Kirchen, Vancouver 1983 habe ich die Akklamationen der Gemeinde, die das lange Hochgebet zum Abendmahl gliedern, eingefügt und ihre Texte Maxime zur Neukomposition übergeben. Bruder Johannes Junger hat, wo nach liturgischer Tradition üblich, als Gesänge die Psalmen eingefügt und Vorschläge für auswechselbare Stücke im Kirchenjahr gemacht. Frieder Schulz (Heidelberg) danke ich für einen sprachlichen Schliff der Abendmahlsgebete, so daß man sie gegebenenfalls auch nach Art der Gregorianik singen kann. 
Maxime Kovalevsky war der strengen Auffassung, daß im Gottesdienst die Musik dem WORTE zu dienen habe und nicht etwas sein sollte, das abgesehen vom Lobe Gottes und vom Worte Gottes sich auch zu bloßem musikalischen Genuß eignen könnte. Kirchenmusiker, die gewohnt sind, Chorgesang mit hohem künstlerischen Anspruch aufzuführen, mag die Schlichtheit dieser Vertonung und die Unbekümmertheit befremden, mit denen hier ein orthodoxer Christ ohne Rücksicht auf unsere abendländischen Kompositionsgesetze den Regeln folgt, die er aus seiner Tradition entwickelt hat. Wir haben aber die Erfahrung machen können, daß gerade diese Art geeignet ist, alle im Gottesdienst zu einer feiernden Gemeinde zu verbinden, weil jeder mitsingen kann. Das haben wir besonders auf den Evangelischen Kirchentagen im Ruhrgebiet (1991) und in Stuttgart (1999) erfahren können. 
Maxime Kovalevsky hatte eine hohe Meinung von der menschlichen Stimme. Sie vor allem ist würdig, Gottes Wort und Gottes Lob zu singen, mehr als alle Instrumente. Man feiert eine solche Liturgie, in dem man sich innerlich auf Gott einstellt: Liturgie – ein Spiel vor Gott und seinen Engeln! Die Eigenart der Kompositionen Kovalevskys erfüllt sich darin, daß wir die Worte aus dem Herzen singen und dabei erfahren, wie der Gesang in Melodie und Akkorden den Sinn der Worte zum Klingen bringt. 
Maxime Kovalevsky hat das Erscheinen dieses Werkes nicht mehr erlebt. Er ist 1988 im Alter von 85 Jahren gestorben. Am Tag vor seinem Tod sagte er zu einem Freund: „Mit jedem Augenblick, den wir hier mit Gott leben, beginnt schon jetzt die Ewigkeit.“ Für orthodoxe Christen ist der Tod „die Geburt in den Himmel“ (la naissance au ciel). Es traf sich, daß gerade am Tage seiner Beerdigung in der Kathedrale Notre Dame von Paris anläßlich der Tausendjahrfeier der Taufe Rußlands seine Gesänge erklangen. 
Erst 1990, nach wechselvollen Verhandlungen mit Verlagen und nachdem unsere „ökumenische Initiative von unten“ weitere Mittel aufgebracht hatte, konnte das Werk im Quell Verlag (Stuttgart) und im Matthias-Grünewald-Verlag (Mainz) erscheinen. Als Mitherausgeber konnte ich Pater Dr. Michael Jungo OSB (Einsiedeln) gewinnen; mit ihm wurden im Vorwort die ökumenischen Akzente gesetzt: Klaus Meyer zu Uptrup / Michael Jungo OSB (Hg.) Lima-Liturgie. Vertont von Maxime Kovalevsky. Stuttgart und Mainz 1990. 
 

Die Einspielung auf CD

Nach dem Erscheinen des Buches mit den Noten habe ich über acht Jahre hin einen Chorleiter gesucht, um Kovalevskys Werk auf einem Tonträger zu bringen. Die Schwierigkeit lag wohl darin, daß dieses Werk nicht bloß musikalisch, sondern vor allem spirituell erschlossen sein will. Musikalisch erscheint es einfach – keine große Herausforderung für den Auftritt eines Chores. Spirituell aber ist das Werk anspruchvoll. Es will aus dem Geist gesungen sein, der auch den Komponisten beseelt hat: den Geist eines Gottesdienstes, der allein Gott gilt und keinen menschlichen Zwecken: Anbetung, Liturgie – ein Spiel vor Gott und seinen Engeln. 
Mit Christof Nikolaus Schröder habe ich 1998 einen Theologen und Kirchenmusiker gefunden, der über zwei Jahre hin das nötige Netz aus Chorleiter, Chören und Tontechnik geknüpft und die von Frieder Schulz sprachlich geschliffenen Gebete nach gregorianischen Modellen in Noten gesetzt und bei der Aufnahme selber gesungen hat. 
In Wilfried Rombach konnten wir einen musikalischen Leiter für das Projekt gewinnen, der als Oratorientenor und Kirchenmusiker über das musikalische Gespür und die jahrelange liturgische Praxis verfügt, die Vertonung Kovalvskys in ihrer ganzen spirituellen Kraft und Musikalität erklingen zu lassen. Der Johanneskantorei der katholischen Stadtkirche in Tübingen sowie dem ensemble officium – einem international tätigen mehrfach preisgekrönten Vokalensemble –, deren beider Leiter er ist, gelingt es daher unter Wilfried Rombachs Hand, dieses Werk zu einer lebendigen, tief eindrücklichen Liturgie werden zu lassen. 
Mit den Psalmen und einer Predigt des Johannes Chrysostomos (397–404, Bischof von Konstantinopel) haben wir der Lima-Liturgie ein pfingstliches Gepräge gegeben, ist doch Pfingsten, wie Lukas in der Apostelgeschichte (Kap.2) berichtet, Ursprung der Einen Kirche. 
So ist das nun hörbare Werk eine pfingstliche Zukunftsmusik, Ausdruck der erstrebten und erhofften Einheit der Christen. Mit ihren Klängen kann die Lima-Liturgie schon heute sowohl als evangelischer wie als katholischer Gottesdienst gefeiert werden. Wo das Wort Gottes mit diesen Klängen ins Herz dringt, wird die tiefere Einheit der Christen schon erfahrbar. Möge daraus die Kraft erwachsen, die noch bestehenden Hindernisse auf dem Weg zur sichtbaren Einen Kirche zu überwinden. 


Der Text der Liturgie

nach der Fassung der Aufnahme

[ 1 ] EINGANGSLITURGIE 
Antiphon 
V/A: Der Geist des Herrn erfüllt den Erdkreis. Er, der das All zusammenhält, kennt jede Sprache, Halleluja. 
Psalm 109 
V: Lobe den Herrn, meine Seele, 
Herr mein Gott, du bist gewaltig und groß. 
A: Wie zahlreich sind deine Werke, Herr, 
voll ist die Erde von deinen Geschöpfen. 
V: Nimmst du ihnen den Atem, so schwinden sie hin, 
und kehren zurück zum Staub der Erde. 
A: Sendest du deinen Geist aus, so werden sie erschaffen, 
und du erneuerst das Gesicht der Erde. 
V: Ewig währt die Herrlichkeit des Herrn, 
es freue sich der Herr seiner Werke! 
A: Möge ihm mein Dichten gefallen, 
ich will mich freuen im Herrn. 
V: Ehre sei dem Vater und Sohn, 
und dem Heiligen Geist. 
A: Wie im Anfang, so auch jetzt und alle Zeit 
und in Ewigkeit. Amen. [ 2 ] BEGRÜSSUNG 
P: Die Gnade unseres Herrn Jesus Christus und die Liebe Gottes des Vaters und die Gemeinschaft des Heiligen Geistes sei mit euch allen. 
A: Und mit deinem Geiste. 

[ 3 ] SÜNDENBEKENNTNIS 
A: Barmherziger Gott, wir bekennen, daß wir in Sünde gefangen sind und uns nicht selbst befreien können. 
Wir haben gegen dich gesündigt in Gedanken, Worten und Werken durch das, was wir getan, und das was wir unterlassen haben. 
Wir haben dich nicht von ganzem Herzen geliebt, und wir haben unseren Nächsten nicht wie uns selbst geliebt. Um deines Sohnes willen, erbarme dich unser. 
Vergib uns, erneuere uns und leite uns, daß wir Freude haben an deinem Willen und auf deinen Wegen gehen, zur Ehre deines heiligen Namens. Amen. 

[ 4 ] ABSOLUTION 
P: Der allmächtige Gott hat seinen Sohn Jesus Christus für uns in den Tod gegeben und vergibt uns um Christi willen alle unsere Sünden. Als ein berufener Diener der Kirche Jesu Christi verkündige ich allen, die ihre Sünden bereut und bekannt haben, die Vergebung aller Ihrer Sünden im Namen des Vaters und des Sohnes und des Heiligen Geistes. 
A: Amen. 

[ 5 ] KYRIE-LITANEI 
V: Laßt uns beten zum Herrn, der seine Gemeinde sammelt aus allen Völkern, daß wir danach trachten, die Einigkeit im Geist zu halten, durch das Band des Friedens, ein Leib, und ein Geist, ein Herr, ein Glaube, eine Taufe; 
laßt uns den Herrn anrufen: 
A: Kyrie eleison, Christe eleison, Kyrie eleison. 
V: Daß wir zur sichtbaren Gemeinschaft im Leibe Christi gelangen, und am selben Tisch das Brot brechen und den Kelch segnen; 
laßt uns den Herrn anrufen: 
A: Kyrie eleison, Christe eleison, Kyrie eleison. 
V: Daß wir mit Gott versöhnt, durch Jesus Christus befähigt werden, unsere Dienste gegenseitig anzuerkennen und vereint zu sein im Dienst der Versöhnung; 
laßt uns den Herrn anrufen: 
A: Kyrie eleison, Christe eleison, Kyrie eleison. 

[ 6 ] GLORIA 
Ehre sei Gott in der Höhe und Friede den Menschen seiner Gnade. Wir loben dich, wir preisen dich, wir beten dich an, wir rühmen dich und danken dir, denn groß ist deine Herrlichkeit: Herr und Gott, König des Himmels, Gott und Vater, Herrscher über das All, Herr eingeborener Sohn, Jesus Christus. Herr und Gott, Lamm Gottes, Sohn des Vaters, du nimmst hinweg die Sünde der Welt: erbarme dich unser; du nimmst hinweg die Sünde der Welt: nimm an unser Gebet; du sitzest zur Rechten Gottes des Vaters: erbarme dich unser. Denn du allein bist der Heilige, du allein der Herr, du allein der Höchste: Jesus Christus, mit dem Heiligen Geist, zur Ehre Gottes des Vaters. Amen. 

[ 7 ] TAGESGEBET 
P: Laßt uns beten: Gnädiger und barmherziger Herr und Gott, du hast deinen geliebten Sohn mit dem Heiligen Geist gesalbt bei seiner Taufe am Jordan und ihn zum Propheten, Priester und König eingesetzt: Gieße von neuem deinen Geist über uns aus, daß wir unserer Berufung in der Taufe treu bleiben, herzlich nach der Gemeinschaft des Leibes und Blutes Christi verlangen und den Armen deines Volkes dienen und allen, die unserer Liebe bedürfen: durch Jesus Christus, denen Sohn, unseren Herrn, der mit dir lebt und regiert in der Einheit des Heiligen Geistes, ein Gott, von Ewigkeit zu Ewigkeit. 
A: Amen. 

LITURGIE DES WORTES 

[ 8 ] ERSTE SCHRIFTLESUNG 
(Numeri 11,1-12; 14-17; 24-25) 

[ 9 ] TRISHAGION 
A: Heiliger Gott, heiliger Starker, heiliger Unsterblicher, erbarme dich unser. 

[10] EPISTEL 
(1.Korinther 2,12-16) 

[11] HALLELUJA 
V/A: Halleluja. 
V: Komm herab, o Heil’ger Geist, der die finstre Nacht zerreißt, strahle Licht in diese Welt. 
A: Halleluja. 

[12] EVANGELIUM 
(Johannes 14, 23-27) 

[13] PREDIGT 
(Hl. Johannes Crysostomus) 

[14] CREDO 
P: Laßt uns nun in Gemeinschaft mit der ganzen Christenheit und allen, die auf den einen Gott vertrauen, unseren Glauben bekennen: 
A: Wir glauben an den einen Gott, den Vater, den Allmächtigen, der alles geschaffen hat, Himmel und Erde, die sichtbare und die unsichtbare Welt. Und an den einen Herrn Jesus Christus, Gottes eingeborenen Sohn, aus dem Vater geboren vor aller Zeit: Gott von Gott, Licht vom Licht, wahrer Gott vom wahren Gott, gezeugt, nicht geschaffen, eines Wesens mit dem Vater; durch ihn ist alles geschaffen. Für uns Menschen und zu unserem Heil ist er vom Himmel herabgekommen, hat Fleisch angenommen durch den Heiligen Geist von der Jungfrau Maria und ist Mensch geworden. Er wurde für uns gekreuzigt unter Pontius Pilatus, hat gelitten und ist begraben worden, ist am dritten Tag auferstanden nach der Schrift und aufgefahren in den Himmel. Er sitzet zur Rechten des Vaters und wird wiederkommen in Herrlichkeit, zu richten die Lebenden und die Toten: seiner Herrschaft wird kein Ende sein. Wir glauben an den Heiligen Geist, der Herr ist und lebendig macht, der aus dem Vater hervorgeht, der mit dem Vater und dem Sohn angebetet und verherrlicht wird, der gesprochen hat durch die Propheten; und die eine, heilige, katholische und apostolische Kirche. Wir bekennen die eine Taufe zur Vergebung der Sünden. Wir erwarten die Auferstehung der Toten und das Leben der kommenden Welt. Amen. 

[15] FÜRBITTEN 
P: Allmächtiger Gott. Dein Geist hilft unserer Schwachheit auf und leitet uns im Gebet. Wir bitten dich für die Kirche und die ganze Welt im Namen Jesu Christi und rufen dich miteinander an: 
A: Kyrie eleison. 
V: Erneuere den Glauben und das Leben deiner Kirche. Stärke ihr Zeugnis und mach sie eins in Christus. Gib, daß wir alle, die wir ihn als Herrn bekennen, treu sind in unserem Dient und von seinem Geist erfüllt werden. Laß sich die Welt zu ihm bekehren. Wir rufen dich an: 
A: Kyrie eleison. 
V: Leite die Völker in aller Welt auf den Wegen von Gerechtigkeit, Freiheit und Frieden. Hilf, Eintracht und Wohlergehen für die ganze Menschheit zu suchen. Gib jedem im öffentlichen Amt Weisheit, um zu erkennen, und Kraft, das zu tun, was das Richtige ist. Wir rufen dich an: 
A: Kyrie eleison. 
V: Gewähre für die Arbeit in Handel, Industrie und allen Berufen die Gnade, daß die Männer und Frauen sie nach ihrem besonderen Auftrag gut ausführen. Laß die Güter der Erde weise genutzt, die Wahrheit geachtet und geschützt und das Leben in seinem Wert vertieft und bereichert werden. Wir rufen dich an: 
A: Kyrie eleison. 
V: Tröste alle Menschen in Sorge, die Einsamen und Trauernden. Heile, die körperlich oder seelisch krank sind. Befreie die Unterdrückten. Gib uns ein einsatzbereites Mitgefühl für jeden, der zu leiden hat. Hilf uns, die Last der anderen zu tragen, daß wir das Gesetz Christi erfüllen. Wir rufen dich an: 
A: Kyrie eleison. 
V: Halte uns die Angehörigen unserer Familien verbunden in Treue und Liebe. Bewahre uns allezeit in deinem Schutz. Laß unsere Freunde und Nachbarn und jeden, für den wir besonderes beten, Hilfe finden, wie sie es brauchen. Laß uns miteinander in Frieden leben. Wir rufen dich an: 
A: Kyrie eleison. 
V: Wir gedenken derer, die entschlafen sind. Nimm unseren Dank an für alle, die dir hier auf Erden treu gedient haben (besonders für jene, die unserem Herzen nahe sind …) 
P: Gib uns und deinem ganzen Volk – sei es vergangen, gegenwärtig oder zukünftig – Anteil am Leben und an der Freude deines Reiches durch Jesus Christus, unseren Herrn. 
A: Amen. 
 

LITURGIE DES MAHLES 

[17] DARBRINGUNG DER GABEN 
Antiphon 
V/A: Bringt dar dem Herrn eure Gaben, werft euch nieder vor dem Herrn in heiligem Schmuck! 
Psalm 68 
V: Singt für Gott, spielt seinen Namen, 
jubelt ihm zu, ihm, der auf den Wolken einherfährt. 
A: Preist seinen Namen! 
Freut euch vor seinem Angesicht! 
V: Gepriesen sei der Herr Tag für Tag, 
Gott trägt uns, er ist unsere Hilfe. 
A: Gott ist ein Gott, der uns Rettung bringt, 
Gott, der Herr, führt uns heraus aus dem Tod. 
V: Versammelt euch und preist unsern Gott, 
den Herrn in der Gemeinde Israels. 
A: Preist Gottes Macht, über Israel ragt seine Hoheit empor, 
seine Macht ragt bis zu den Wolken. 
V: Ehre sei dem Vater und dem Sohn, 
und dem Heiligen Geist. 
A: Wie im Anfang, so auch jetzt und alle Zeit 
und in Ewigkeit. Amen. 

[18] GABENGEBET 
P: Gepriesen bist du, Herr, unser Gott, Schöpfer der Welt. Du schenkst uns das Brot, die Frucht der Erde und der menschlichen Arbeit: Laß es für uns zum Brot des Lebens werden. 
A: Gepriesen sei Gott in Ewigkeit! 
P: Gepriesen seist du, Herr, unser Gott, Schöpfer der Welt. Du schenkst uns den Wein, die Frucht des Weinstocks und der menschlichen Arbeit: Laß ihn für uns zum Wein des ewigen Reiches werden. 
A: Gepriesen sei Gott in Ewigkeit! 
P: Wie die Körner, einst verstreut in den Feldern, und die Beeren, einst zerstreut auf den Bergen, jetzt auf diesem Tisch vereint sind in Brot und Wein, so, Herr, laß deine ganze Kirche bald versammelt werden von den Enden der Erde in deinem Reich. 
A: Maranatha, komm Herr Jesus! 
(“Maranatha”, aramäisch, Sprache Jesu und der Urgemeinde: “Unser Herr, komm(t)! (1.Kor.16,22; vgl. Offb.21,20) 

[18] EUCHARISTISCHES GEBET 
P: Der Herr sei mit euch. 
A: Und mit deinem Geiste. 
P: Erhebt eure Herzen. 
A: Wir erheben sie zum Herrn. 
V: Laßt uns Dank sagen dem Herrn, unserem Gott: 
A: Das ist würdig und recht. 

[19] PRÄFATION 
P: In Wahrheit ist es würdig und recht, daß wir dich, heiliger Herr, allmächtiger Vater, ewiger Gott, immer und überall loben und dir danken: Durch dein lebendiges Wort hast du alles geschaffen, und siehe es war sehr gut. Den Menschen erschufst du zu deinem Bilde, daß er leben sollte aus deinem Leben und deine Herrlichkeit widerspiegeln. Obwohl er dein Gebot übertrat, hast du ihn nicht verworfen: Als die Zeit erfüllt war, sandtest du deinen Sohn und gabst uns Christus, das Leben der Welt. Er ließ sich taufen und wurde dein Diener und Bote, den Armen das Evangelium zu verkünden. Und am Abend vor seinem Tod, da er mit seinen Jüngern zu Tisch saß, stiftete er das Mal zum Gedächtnis seines Todes und seiner Auferstehung, daß wir bei dieser Feier ihn selbst als das Brot des Lebens empfangen. Darum mit den Engeln und allen Heiligen preisen wir deine Größe und Barmherzigkeit und rühmen wir deine Herrlichkeit und singen: 

[20] SANCTUS 
Heilig, heilig, heilig, Gott, Herr aller Mächte und Gewalten. Erfüllt sind Himmel und Erde von deiner Herrlichkeit. Hosanna in der Höhe. Hochgelobt sei, der da kommt im Namen des Herrn. Hosanna in der Höhe. 

[21] EPIKLESE I 
P: Heilig bist du, Gott und Herr der Welt, und unermeßlich ist dein Ruhm. Wir feiern das Mahl der Danksagung und bitten dich: Sende herab den Geist, der lebendig macht, der gesprochen hat durch Mose und die Propheten; den Geist, der Maria mit der Kraft des Höchsten überschattete; den Geist, der auf Jesus herabfuhr bei der Taufe am Jordan; den Geist, der die Jünger erfüllte am Pfingsttag: Gieße aus das Feuer deines Geistes und schaffe, daß wir in diesem Mal der Danksagung mit Brot und Wein Christi Leib und Blut im Glauben empfangen durch sein verheißenes Wort. 
A: Heiliger Geist, komm über uns mit der Fülle deiner Kraft! 

[22] EINSETZUNG 
P: Denn am Abend, an dem er ausgeliefert wurde und sich aus freiem Willen dem Leiden unterwarf, nahm er das Brot und sagte Dank, brach es und reichte es seinen Jüngern und sprach: Nehmet und esset alle davon: Das ist mein Leib, der für euch hingegeben wird. Ebenso nahm er nach dem Mahl den Kelch, dankte wiederum und reichte ihn seinen Jüngern und sprach: Nehmet und trinket alle daraus: Das ist der Kelch des neuen und ewigen Bundes, mein Blut, das für euch und für alle vergossen wird zur Vergebung der Sünden. Tut dies zu meinem Gedächtnis. 
Geheimnis des Glaubens: 
A: Deinen Tod, o Herr, verkünden wir, deine Auferstehung preisen wir, bis du kommst in Herrlichkeit. 

[23] ANAMNESE 
P: Darum begehen wir heute das Gedächtnis unserer Erlösung und bitten dich, himmlischer Vater: Sieh an den Weg, den dein Sohn gegangen ist uns zugute, sein Geburt und sein Leben unter den Menschen, seine Taufe durch Johannes, sein letztes Mahl mit den Aposteln, seinen Tod und Abstieg in das Reich der Toten. Vor dir rühmen wir seine Auferstehung und seine Auffahrt in den Himmel, wo er für uns und alle Menschen eintritt, und wir warten auf seine Wiederkunft in Herrlichkeit. 
A: Maranatha, der Herr kommt. Maranatha, Halleluja. 

 [24] EPIKLESE II 
P: Und wie du das Opfer deines Sohnes angenommen hast, so nimm auch uns an mit unserem Dank für die Gaben, die du uns geschenkt und gesegnet hast. Erfülle uns mit dem Heiligen Geist, wenn wir Christi Leib und Blut empfangen, daß wir EIN Leib und EIN Geist werden in Christus, ein lebendiges Opfer zum Lobe deiner Herrlichkeit. 
A: Heiliger Geist, komm über uns mit der Fülle deiner Kraft! 

[25] GEDENKBITTEN 
P: Gedenke, Herr, deiner einen, heiligen, katholischen und apostolischen Kirche, die erlöst ist durch Christi Blut. Offenbare ihre Einheit, wache über ihren Glauben und erhalte sie in Frieden. Gedenke, Herr, aller Diener deiner Kirche: der Bischöfe, Presbyter, Diakone und aller, denen du besondere Gaben des Dienstes verliehen hast. Gedenke auch all unserer Schwestern und Brüder, die im Frieden Christi gestorben sind; gedenke aller Verstorbenen, deren Glauben du allein kennst: geleite sie zu dem Freudenmahl, das für alle Menschen bereitet ist in deiner Gegenwart, mit der seligen Jungfrau Maria, mit den Patriarchen und Propheten, den Aposteln und Märtyrern …, und mit allen Heiligen die von deiner Freundschaft lebten. Mit ihnen allen singen wir dir das Lob und erwarten das herrliche Kommen deines Reiches, wo wir mit der ganzen Schöpfung, endlich erlöst von Sünde und Tod, dich verherrlichen werden durch Christus, unseren Herrn. 
A: Maranatha, der Herr kommt. Maranatha, Halleluja. 

P: Durch Christus, mit Christus, in Christus gebührt dir, Gott allmächtiger Vater, in der Einheit des Heiligen Geistes alle Herrlichkeit und Ehre jetzt und in Ewigkeit. 
A: Amen. 

[26] GEBET DES HERRN 
P: Geeint durch die eine Taufe in dem einen Heiligen Geist und dem einen Leib Christi, beten wir als Söhne und Töchter Gottes: 
A: Vater unser im Himmel, geheiligt werde dein Name. Dein Reich komme. Dein Wille geschehe, wie im Himmel so auf Erden. Unser tägliches Brot gib uns heute. Und vergib uns unsere Schuld, wie auch wir vergeben unseren Schuldigern. Und führe uns nicht in Versuchung, sondern erlöse uns von dem Bösen. Denn dein ist das Reich und die Kraft und die Herrlichkeit in Ewigkeit. Amen. 

[27] FRIEDENSGRUSS 
P: Herr Jesus Christus, du hast zu deinen Apostel gesagt: Frieden hinterlasse ich euch, meinen Frieden gebe ich euch. Schau nicht auf unsere Sünden, sondern auf den Glauben deiner Kirche. Damit dein Wille geschehe, gewähre uns allezeit diesen Frieden und leite uns auf dem Weg zur vollkommenen Einheit deines Reiches in alle Ewigkeit. 
A: Amen. 
P: Der Friede des Herrn sei alle Zeit mit euch. 
A: Und mit deinem Geiste. 
P: Laßt uns einander ein Zeichen der Versöhnung und des Friedens geben! 

[28] GESANG ZUM FRIEDENSGRUSS 
A: Frieden hinterlaß ich euch, meinen Frieden geb ich euch; nicht wie die Welt gibt, gebe ich euch. 
Ein neu Gebot gebiete ich euch, daß ihr einander liebt, gleichwie ich euch geliebt, spricht der Herr. 
Frieden hinterlaß ich euch, … 
Herrlichkeit dem Vater und dem Sohne und dem Heiligen Geiste, wie im Anfang, so jetzt und immerdar, und in die Ewigkeiten der Ewigkeiten. Amen. 
Frieden hinterlaß ich euch, … 

[29] BRECHEN DES BROTES UND AGNUS DEI 
P: Das Brot, das wir brechen, ist die Gemeinschaft und Teilhabe am Leibe Christi. 
Der gesegnete Kelch, für den wir danken, ist die Gemeinschaft und Teilhabe am Blute Christi. 

A: Lamm Gottes, du nimmst hinweg die Sünde der Welt, erbarme dich unser. 
Lamm Gottes, du nimmst hinweg die Sünde der Welt, erbarme dich unser. 
Lamm Gottes, du nimmst hinweg die Sünde der Welt, gib uns deinen Frieden. 

[30] GESANG ZUR KOMMUNION 
V/A: O, welch eine Tiefe des Reichtums, beides, der Weisheit und Erkenntnis Gottes! Wie gar unbegreiflich sind seine Gerichte, und unerforschlich seine Wege. 
V: Denn wer hat des Herren Sinn erkannt, oder wer ist sein Ratgeber gewesen? 
A: O, welch eine Tiefe des Reichtums, … 

[31] DANK 
Antiphon 
V/A: Danket dem Herrn, denn er ist freundlich und seine Güte währet ewig. 
Psalm 98 
V: Singet dem Herrn ein neues Lied; 
denn er tut Wunder. 
A: Er schafft Heil mit seiner Rechten 
und mit seinem heiligen Arm. 
V: Der Herr läßt kundwerden sein Heil, 
vor den Völkern macht er seine Gerechtigkeit offenbar. 
A: Er gedenkt an seine Gnade und Treue für das Haus Israel, 
aller Welt Enden sehen das Heil unsres Gottes. 
V: Jauchzet dem Herrn, alle Welt, 
singet, rühmet und lobet! 
A: Mit Trompeten und Posaunen 
jauchzet vor dem Herrn, dem König. 
V: Ehre sei dem Vater und Sohn, 
und dem Heiligen Geist. 
A: Wie im Anfang, so auch jetzt und alle Zeit 
und in Ewigkeit. Amen. 

[32] DANKGEBET 
P: Im Frieden laßt uns zum Herrn beten: 
Wir sagen dir Dank, gnädiger Gott, für die Schönheit der Erde und des Meeres; für den Reichtum der Berge, Ebenen und Flüsse; für das Singen der Vögel und die Lieblichkeit der Blumen. Für alle diese guten Gaben preisen wir dich und bitten, daß wir sie schützen mögen für die, die nach uns kommen. Hilf uns, daß wir wachsen im Dank für deine reiche Schöpfung und in unserer Freude an ihr. Und da wir jetzt von dem Festmahl gekostet haben, das du für uns bereitet hast in der kommenden Welt, laß uns dereinst am Erbe der Heiligen teilhaben und leben in deiner himmlischen Stadt, durch Jesus Christus, deinen Sohn, unseren Herrn, der mit dir lebt und regiert in der Gemeinschaft des Heiligen Geistes, ein Gott, von Ewigkeit zu Ewigkeit. 
A: Amen. 

[33] SCHLUSSLIED 
(Lucas Osiander, 1586) 
Komm Heiliger Geist, Herre Gott, 
erfüll mit deiner Gnaden Gut 
deiner Gläubigen Herz, Mut und Sinn, 
dein brennend Lieb’ entzünd in ihn’. 
O Herr, durch deines Lichtes Glast, 
zu dem Glauben versammelt hast 
das Volk aus aller Welt Zungen, 
das sei dir Herr zu Lob gesungen. 
Alleluja. Alleluja. 

Du heiliges Licht, edler Hort, 
laß uns leuchten des Lebens Wort; 
und lehr uns Gott recht erkennen, 
von Herzen Vater ihn nennen. 
O Herr, behüt uns vor fremder Lehr, 
daß wir nicht Meister suchen mehr, 
denn Jesus mit rechtem Glauben, 
und ihm aus ganzer Macht vertrauen. 
Alleluja. Alleluja. 

Du heilige Glut, süßer Trost, 
nun hilf uns fröhlich und getrost 
in deim Dienst beständig bleiben, 
die Trübsal uns nicht wegtreiben. 
O Herr, durch dein Kraft uns bereit’ 
und stärk des Fleisches Blödigkeit, 
daß wir hier ritterlich ringen, 
durch Tob und Leben zu dir dringen. 
Alleluja. Alleluja. 

[34] SENDUNGSWORT UND SEGEN 
P: Jesus sagt: Ich bin das lebendige Brot, das vom Himmel gekommen ist. Wer von diesem Brot ißt, wird in Ewigkeit leben. Geht hin im Frieden und dienet dem Herrn. 
P: Der Herr segne dich und behüte dich; der Herr lasse leuchten sein Angesicht über dir und sei dir gnädig; der Herr erhebe sein Angesicht über dich und gebe dir Frieden. 
A: Amen. 

[35] ZUM AUSZUG 
Die Seligpreisungen 
In deinem Reich, Herr, gedenke unser, wen du kommst in dein Reich. Selig, die geistlich arm sind, denn ihrer ist das Himmelreich. Selig, die da weinen, denn sie werden getröstet sein. Selig die Sanftmütigen, denn sie werden das Erdreich besitzen. Selig, die hungern und dürsten nach der Gerechtigkeit, denn sie sollen satt werden. Selig die Barmherzigen, denn sie werden Barmherzigkeit erlangen. Selig, die reinen Herzens sind, denn sie werden Gott schauen. Selig die Friedfertigen, denn sie werden Gotteskinder heißen. Selig, die um Gerechtigkeit willen verfolgt werden, denn ihrer ist das Himmelreich. Selig seid ihr, wenn euch die Menschen um meinetwillen schmähen und verfolgen, und reden allerlei Übles wider euch, so sie daran lügen. Freuet euch und frohlocket, denn euer Lohn ist groß im Himmel. Ehre dem Vater, dem Sohn und dem Heiligen Geist, jetzt und immerdar und in die Ewigkeiten der Ewigkeiten. Amen. 


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© 2001 / 2006 Canto Gregoriano Christof Nikolaus Schröder 01.01.2001 / letzte Änderung: 2006-02-02
© 2001 / 2006 Canto Gregoriano Christof Nikolaus Schröder – www.canto-gregoriano.de 
 



Vater Sergius Heitz

In Memoriam Vater SERGIUS Heitz ——————————————————————————– Zurueck zur Titelseite der Orthodoxen Fraternitaet in Deutschland zum Auswahlmenue ueber alle Seiten der Orthodoxen Fraternitaet in Deutschland Erzpriester Vater SERGIUS Heitz ist am 7. Oktober 1998, am Vorabend der Gedaechtnisfeier des Heiligen Sergius von Radonesch alten Stils, im Alter von 90 Jahren und vier Monaten aus der Muehsal dieses Aeons « vom Vater des Lichtes, bei welchem keine Veraenderung ist, noch Wechsel des Lichtes und der Finsternis  » (Jak 1:17) zum Dienst im himmlischen Heiligtum abberufen worden . Der bewegte Lebensweg, auf den ihn Gott gefuehrt hat, hat ihm weite Horizonte eroeffnet, seine Lebensaufgabe blieb aber stets, der Orthodoxie im Westen einen fuer alle Christen zugaenglichen Raum zu schaffen. Bis zuletzt hat er fuer die Festigung der deutschsprachigen Orthodoxie gekaempft, sich abgemueht und sich trotz mannigfacher Hindernisse nicht entmutigen lassen. Auch die Wechsel zwischen verschiedenen orthodoxen Jurisdiktionen, die man ihm mancherorts oberflaechlicherweise vorgeworfen hat, entsprangen in erster Linie der Sorge um die Weiterexistenz der deutschsprachigen Orthodoxie. Dieser seiner Sorge verdanken wir nicht nur seine Buecher « Der Orthodoxe Gottesdienst », die zuletzt unter dem Titel « Mysterium der Anbetung » in mehreren Baenden erschienen sind, sondern auch den Katechismus  » Christus in euch: Hoffnung auf Herrlichkeit  » wie auch einen Predigtband, unzaehlige Beitraege in Fachzeitschriften sowie die inhaltliche Planung und Gestaltung seiner eigenen Zeitschriften « Orthodoxie aktuel  » , danach « Orthodoxie in der Gegenwart » und nicht zuletzt GRUENDER und GEISTLICHER VATER unserer « ORTHODOXEN FRATERNITAET in DEUTSCHLAND ». Vater Sergius hat erst in diesem Jahr seinen Lebenslauf in Stichworten diktiert, vor allem um die aus Anlass seines 90. Geburtstags veroeffentlichten Angaben zur Biographie richtigzustellen. Als er dann mit seinem Diktat fertig war meinte er, dies sei ein Nekrolog. Er sollte recht behalten. 06.06.1908 geboren in Grafenstaden bei Strassburg im Elsass 24.06.1908 r.-k. getauft im Strassburger Muenster 1919-1924 r.-k. Bischoefliches Gymnasium in Strassburg 1924-1931 Studium an der roemisch-katholischen theologischen Fakultaet der Universitaet Strassburg; befreundet mit orthodoxen Theologen wie – Chrysostomos Koronaeos, dem letzten Direktor der Hochschule von Chalki, – Patriarch Justin von Bukarest, – Metropolit Philaret, Koregent des minderjaehrigen bulgarischen Zaren, – Archimandrit Benedict Ghius, dem spaeteren Reformator des rumaenischen Moenchtums und Gruender der akademischen Gemeinschaft vom « Brennenden Dornbusch » 16.07.1931 r.-k. Lateinische Priesterweihe 1935-1945 r.-k. Pfarrer in Hartmannsweiler im Oberelsass; Gruendung eines oekumenischen Arbeitskreises zwischen Lutheranern und Katholiken; Mitarbeit an der evangelischen Zeitschrift « Kirche und Liturgie »; Mitherausgeber einer kirchlichen Wochenschrift « Der Sonntag », die 1942/43 von den Nationalsozialisten verboten wurde; Herausgabe eines Gesang- und Gebetsbuches fuer die Dioezese Strassburg: « Jubilate »; 1936 erstes Mal Gemeindefeier der Ostervigil; befreundet mit Abt Ildefons Herwegen in Maria Laach und Prof. Johannes Pinsk in Berlin. 1945-1947 r.-k. Studentenpfarrer in Paris; Vizepraesident von « Istina »; regelmaessige Besuche bei Studienfreunden in Rumaenien 1946-1948 Stellvertretender r.-k. Generalvikar fuer Auslaendische Katholiken und Auslaendische Nichtkatholiken in Frankreich 24. Juni 1948 Aufnahme in die Orthodoxie Heirat mit Iljena Alexandrowna Gregorian 1. Maerz 1949 Weihe zum Priester fuer die franzoesischsprachigen Glaeubigen des Patriarchats Moskau in Paris; Herausgeber der orthodoxen Zeitschrift « Dans l´ Esprit et la Verite »; Dozent am Institut Orthodoxe Saint-Denis (Patriarchat Moskau); befreundet mit Vladimir Lossky, Paris und Alexej Hackel, Berlin Herbst 1949 Hausgeistlicher in Rueschlikon/Zuerich, um die oekumenischen Beziehungen nicht zu belasten. Mai 1950 Geburt und Tod des Sohnes Sergius Herbst 1950 zurueck nach Paris, da die Schweiz keine Aufenthaltsgenehmigung erteilte 1952 Geburt der Tochter Olga in Paris Oktober 1956 Auf Anraten und Empfehlung von Erzbischof Ioann (Maximovitsch) von Shanghai und spaeter San Franzisko, damals Bischof der Russischen Kirche im Ausland in Versailles und im Auftrag des rumaenischen Metropoliten Vissarion von Cernovic (Bukowina), damals im Pariser Exil: Uebersiedlung nach Deutschland mit Wohnsitz in Duesseldorf; Gruendung einer deutschsprachigen Gemeinde 1958 Erste Osternacht in der Jan-Wellem-Kapelle an der Faehrstrasse 95, Duesseldorf; Herausgabe von « Orthodoxie Heute » 1966 Ernennung zum Erzpriester anlaesslich der Herausgabe von « Der Orthodoxe Gottesdienst Bd.1: Goettliche Liturgie und Sakramente », Mainz (Matthias Gruenewald Verlag) 1966 1969 Beginn des trotz aller Enttaeuschungen und Muehen bis zu seinem Ableben engagiert durchgehaltenen orthodoxen theologischen Unterrichts an Samstagen in Duesseldorf, zunaechst in einer Privatwohnung, dann in der Trapeza der Faehrstrasse, der Ellerstrasse und im Alexianerkrankenhaus. Die ersten Teilnehmer waren Arnold und Henk Pijnenburg (heute Erzpriester Chrysostomus), Stephan Bakker (heute Protopresbyter Stephan) und Louis Berger (heute röm.-kath. Pfarrer in Kijkduin), spaeter Diakon Johannes Nothhaas und Heinz Becker Komuß 1970/71 Beschaffung eines geeigneten Gebaeudes als Residenz fuer den zukuenftigen Erzbischof von Duesseldorf und Nordwestdeutschland (Patriarchat Moskau) in der Ellerstrasse in Duesseldorf Mai 1972 Nach Einfuehrung des neuen Erzbischofs von Duesseldorf und Nordwestdeutschland Alexis (van der Mensbruegghe) Teilnahme am Landeskonzil der russischen Kirche in Sagorsk (Sergiev Posad), anbei Verleihung der Mitra von Patriarch Pimen. Ab 1973 Teilnahme an Kongressen der schwedischen Sektion der Fellowship St.Alban und St.Sergius in Upsala; GRUENDUNG der « ORTHODOXEN FRATERNITAET fuer die deutschsprachigen Gemeinden » 1974/75 Voruebergehender Wechsel in die russische Dioezese des Patriarchats Konstantinopel (Paris, rue Daru), da  » Erzbischof Alexis dem Gemeindeverein eine Satzungsaenderung aufzwingen wollte, der die Gemeinde voellig entmuendigt und politischer Willkuer preisgegeben haette (drohende Registrierung und Meldung der Gemeindemitglieder nach Moskau und exklusive Verfuegungsgewalt ueber die Finanzen durch den Erzbischof)  » -woertlich zitiert nach Vater Sergius Diktat; Erscheinen der 1. Auflage von « Christus in euch: Hoffnung auf Herrlichkeit », Orthodoxes Glaubensbuch fuer erwachsene und heranwachsende Glaeubige, hrsg. von Sergius Heitz als Supplement der Zeitschrift « Orthodoxie Heute », erarbeitet von Susanne Hausammann und Sergius Heitz. Spaeter ins Niederlaendische, Franzoesische und Bulgarische uebersetzt. 1986 Erscheinen von « Mysterium der Anbetung, Bd. 1: Goettliche Liturgie und Stundengebet der Orthodoxen Kirche », hrsg von Sergius Heitz, uebersetzt und bearbeitet von Susanne Hausammann und Sergius Heitz, Luthe-Verlag, Koeln nach dreijaehriger Unterbrechung neue Folge von « Orthodoxie Heute » (bis zum 16. Heft, 1991/ II) 1988 Erscheinen von « Mysterium der Anbetung Bd. III: Die Mysterienhandlungen der Orthodoxen Kirche und das taegliche Gebet der Orthodoxen Glaeubigen », Luthe-Verlag, Koeln 6. August 1992 Gesuch um die Wiederaufnahme in das Patriarchat Moskau mit der Begruendung, dass einerseits durch die neue politische Situation die damalige Bedrohung vorueber sei und zudem die deutschsprachige Orthodoxie im Patriarchat Moskau besser aufgehoben erscheine, da andere Jurisdiktionen mehr an der Pflege ihres eigenen kulturellen Erbes interessiert seien. Oktober 1992 Aufnahme ins Patriarchat Moskau; Verlust der Kirche an der Faehrstrasse 95, Duesseldorf an den 2. Priester; Neugruendung mit Unterstuetzung durch Diakon Stefan Gross, den spaeteren Diakon Damian Langenscheidt und Priester Johannes Nothhaas und einen Teil der Gemeindemitglieder aus Duesseldorf der Gemeinde « zum Heiligen Michael und den Heiligen Koerperlosen Maechten » zuerst in der Korneliuskapelle und dann im Alexianer Krankenhaus in Neuss bei Duesseldorf. 1994 Verbesserte und erweiterte Neuauflage von « Christus in euch: Hoffnung auf Herrlichkeit » in Zusammenarbeit mit der serbisch-orthodoxen Moenchsskite des Heiligen Spyridon in Geilnau-Lahn, Text typographisch überarbeitet von Protodiakon Stefan Gross erschienen in Goettingen (Vandenhoek und Rupprecht) 1996 Mitarbeit an der Nachfolgezeitschrift von « Orthodoxie Heute »: « Orthodoxie in der Gegenwart » hrsg. vom Klimmeck-Verlag, Schliern (bisher 8 Hefte) (aus der auch dieses In Memoriam zum Teil uebernommen wurde – Anm.des Homepage-Herausgebers) Vater Sergius hat ein erfuelltes Leben vollenden duerfen. Er hatte immer seine Arbeit fuer die deutschsprachigen orthodoxen Glaeubigen vor Augen. Dabei bedeutete die Aufnahme in die Orthodoxie bei ihm nie, dass der Konvertit seine eigene Kultur, Mentalitaet und sprache ablegen sollte, wenn er orthodox werden wollte. Vater Sergius liess es nicht zu, dass der universelle Anspruch der Orthodoxen Kirche durch solche Opfer eingeengt wuerde. Auf der Suche nach dieser im geistlichen und theologischen Sinne weiten Konzeption, was Orthodoxe Kirche sei, war seine Gemeinde zu den Heiligen Erzengeln zu Duesseldorf die Anlaufstelle fuer alle in diesem Sinne Suchenden. Denn jede nationale Ausrichtung des Aufbaus einer Orthodoxen Kirche in der Diaspora – so wichtig diese im Anfang zur Sammlung und pastoralen Betreuung auch ist – verliert nach der zweiten, dritten Generation ihre geistliche Tragkraft, wenn die Kinder und Enkelkinder der eingewanderten Vaeter und Grossvaeter die Sprache ihrer Vorfahren im Gottesdienst nicht mehr verstehen. Fuer diese Situation in der Zukunft hat Vater Sergius Vorarbeitet geleistet, dass die Orthodoxe Kirche bereit ist, die in Deutschland aufgewachsene neue Generation aufzunehmen und deren Verlust fuer die Orthodoxie zu vermeiden. (letzter Abschnitt weitgehend zitiert nach Pfarrer Johannes Nothhaas, Mainz) Da Vater Sergius mit ganzem Herzen und bis zuletzt mit vollem Einsatz Liturg und Priester war, geziemt es sich, mit einem auch an seinem Grabe gesprochenen Priestergebet zu schliessen: « …Und wie Du ihn auf Erden zum Liturgen Deiner Kirche bestellt hast, so lass ihn auch in Deinem himmlischen Altarraum stehen, Herr ! Nimm ihn auf unter Deine Seligen und Engel ! Und wie Du auf Erden sein Leben verherrlicht hast, so mache auch den Ausgang seines Lebens zum Eingang in Dein Heiligtum! Sein Geist werde denen beigezaehlt, die Dir von Anbeginn gefallen haben !  » AMEN. . ——————————————————————————– AKTUELLES: im Jahreskreis des Heils | Monatskalender | aus den orthodoxen kirchen| Orthodoxe Verantwortung in der Welt | ZEITLOSES: Unser Zugang zu Gott | Unsere Gottesdienste | kirchenGEMEINSCHAFT: Geistliche und Gemeinden | Orthodoxe Fraternitaet | Links / Buecher | Fragen und Antworten| Jugendseite KLOESTER: Kloester -weltweit- (Hl.Berg Athos, Bulgarien, wird fortgesetzt) Moenchsskite Hl.Spyridon in Geilnau/Lahn Deutsches Orthodoxes Dreifaltigkeitskloster in Buchhagen, Bodenwerder/Weserbergland ——————————————————————————– Orthodoxe Fraternitaet in Deutschland e.V. Bonner Str. 358, D-50968 Koeln, Deutschland (Germany) ORTHODOX@MyChurch.com Dieser Nachruf im Netz seit: Hl. JULIANA 21.12.1998



Une seule Église…plusieurs communautés locales !

La communion des Églises locales catholiques qui considèrent l’Église de Rome et son évêque comme le signe pour leur unité dans le corps du Christ, reconnaissent les Églises orthodoxes comme « Églises sœurs », comme vraies Églises de Jésus-Christ. Vers la fin du Concile Vatican II, en 1965, le Pape Paul VI et le Patriarche Athénagoras I ont déclaré en commun qu’ils voulaient « enlever de la mémoire et du milieu de l’Église les sentences d’excommunication [de l’année 1054] … et les vouer à l’oubli ». La joie était grande, et il y avait l’espoir que la communion entre l’Église d’Orient et d’Occident sera bientôt rétablie. Depuis le tournant politique de 1989, les réticences du côté orthodoxe grandissent. Le manque de connaissances sur nos Églises sœurs ainsi que le manque encore plus grand de sensibilité pour leur détresse du côté catholique ont contribué à créer cette situation .



Institut Orthodoxe de Théologie Saint Pierre et formation des laics

Formation de laïcs

Depuis quelques années, un certain nombre de fidèles laïcs,  hommes et femmes,  ont souhaité recevoir la formation philosophique et théologique offerte à l’Institut; ils peuvent postuler les diplômes qui y sont décernés, même celui de la  Maîtrise en théologie pastorale  qui s’ouvre aux laïcs à l’automne 2008. Quant aux cours de philosophie et de théologie, leur  objectif  premier demeure la formation des futurs prêtres.  De plus, l´Institut Orthodoxe de Théologie Saint Pierre offre des programmes de formation  en théologie, en pastorale  familiale et en spriritualité. Cette formation spécialisée est sanctionnée par différents certificats.



CRITERI SUL CONFERIMENTO DEI DOTTORATI HONORIS

CRITERI SUL CONFERIMENTO DEI DOTTORATI HONORIS CAUSA ISTITUTO ORTODOSSO DI FILOSOFIA E TEOLOGIA SAN PIETRO

Seguendo una lunga tradizione ,l´Istituto Ortodosso di Filosofia e Teologia San Pietro della Chiesa Ortodossa Siro Antiochena in Europa, come tutti gli istituti o facoltà universitarie moderne, conferisce ogni anno dei dottorati honoris causa.

Questo grado accademico onorifico è accordato per riconoscere le competenze e l´eccellenza delle personalità nazionali o internazionali nei principali settori dell´attività umana: scientifica o letteraria , culturale o sociale,politica o economica, amministrativa o finanziaria, ecc…Il Dottorato Honoris causa può essere accordato anche a delle persone che hanno contribuito allo sviluppo dell´Istituto Ortodosso di Filosofia e Teologia San Pietro ( Institut Orthodoxe de Philosophie et Théologie Saint Pierre ).

Rispettoso del carattere di questo titolo che sottolinea pubblicamente e solennemente le realizzazioni d´una carriera di cui l´autorità e il prestigio sono già riconosciuti ,l´Istituto sceglie con grande cura i suoi dottori honoris causa.

Nella scelta dei candidati vengono applicate le seguenti regole:

1.  l´Istituto conferisce il titolo di Dottore Honoris causa a delle persone che si sono distinte per le loro realizzazioni in uno dei settori qui sopra elencati o per il loro contributo allo sviluppo  dell´Istituto ortodosso di Filosofia e Teologia San Pietro.

2.  l´Istituto tende a assicurare un giusto equilibrio nella rappresentazione dei settori di attività in cui si sono fatti notare i dottori honoris causa.

3.  l´Istituto conferisce il titolo di dottore honoris causa a delle personalitá o imprenditori europei.

4.  Il conferimento di un dottorato honoris causa può essere l´occasione per sottolineare un fatto d´importanza maggiore : anniversario dell´Istituto , manifestazione scientifica degna di attenzione , avvenimenti storici o religiosi.

Teniamo a precisare che in Italia non vi sono persone che sono state incaricate dal nostro Istituto a contattare persone o svolgere attività in nome e per conto del nostro Istituto.

In caso di dubbi siete pregati di contattare direttamente l´Istituto in Francia o in Germania.

                                                          comunicato fatto a strasbourg il 7 ottobre 2008  

 

CRITÈRES

Suivant une longue tradition , l´Institut Orthodoxe de Philosophie et Théologie Saint Pierre , comme tous les institutions universitaires modernes, décerne chaque année des doctorats honoris causa.

Cette distinction honorifique est accordée pour reconnître la compétence et l´excellence de personnalités nationales ou internationales dans les principaux domaines de l´activité humaine: scientifique ou littéraire, culturel ou social, politique ou économique, administratif ou financier, etc..Cette distinction peut également être accordée à des personnes qui ont apporté , à quelque titre que ce soit, une contribution insigne au développement de l´Institut Orthodoxe de Philosophie et Théologie Saint Pierre.

Respectueuse du caractère de ce titre qui souligne publiquement et solennellement les réalisations d´une carrière dont l´autorité et le prestige sont déjà reconnus, l´Institut Saint Pierre choisit avec le plus grand soin ses docteurs honoris causa.

Les règles suivantes s´appliquent dans le choix des candidats:

1.  L´Institut Orthodoxe de Philosophie et Théologie Saint Pierre atribue le titre de docteur honoris causa à des personnes qui se sont distinguées par leurs réalisations dans l´un ou l´autre des domaines énumérés ci-dessus ou par leur contribution au développement de l´Institut.

2.  L´Institut vise à assurer, à plus ou moins long terme, un juste équilibre dans la eprésentation des domaines d´activité où se sont illustrés les docteurs honoris causa.

3.   L´attribution d´un doctorat honoris causa peut être l´occasion de souligner un fait d´importance majeure : anniversaire important, manifestation scientifique d´envergure , événement national ou international.

 

                                                     communiquè fait à Strasbourg le 7 octobre 2008



Attenzione a maghi,cartomanti,guaritori:tutti truffatori !

Arrestati due maghi a Roma si scambiavano i clienti PDF Stampa E-mail
12/04/2002

Da La Repubblica on line del 13 Aprile 2002

Entrambi di Catania, operavano nella Capitale e a Firenze, Siena, Viterbo e Frosinone Arrestati due maghi a Roma si scambiavano i clienti Migliaia i clienti in cinque studi parcelle fino a 50 mila euro ROMA – Di fronte alla loro vasta clientela continuavano a usare pseudonimi diversi: mago Asher, mago Steven, mago Di Sempre, medium Zenit. Stefano Brancato e Salvatore Carciopolo, entrambi catanesi, almeno una magia la conoscevano di certo, quella di saper trovare nuovi creduloni da abbindolare negli studi che avevano aperto a Roma, Firenze, Viterbo, Siena e Frosinone. Nella loro veste di medium, però, non avevano previsto che il comando provinciale dei carabinieri di Roma si sarebbe messo sulle loro tracce e che avrebbero finito per dover rispondere di circonvenzione di incapace ed estorsione. Le parcelle dei maghi erano molto elevate. Una seduta poteva costare sui 1.500 euro per annullare i malefici di quelle che loro chiamavano le « fatture di morte o di carne ». In realtà erano proprio i maghi a far recapitare ai più creduloni o a quelli che si stavano allontanando, buste contenenti il cuore di un gatto o di un altro animale avvolti da un nastrino rosso e trafitti con spilloni, oppure statuine di cera nera raffiguranti donne con un seno tagliato, anch’esse trafitte di spilloni. C’è chi ha speso fino 50 mila euro e quando i malcapitati non avevano denaro erano costretti a pagare con gioielli e oggetti preziosi. I due, per aumentare i profitti, pur operando separatamente e in sedi distinte si scambiavano la clientela. Nei loro studi, bui e misteriosi, non mancava nulla del solito armamentario, a cominciare dagli altarini. I due catanesi si presentavano coperti da lunghe tuniche e si rimpallavano i clienti quado la loro situazione « esigeva » l’intervento di qualcuno (il compare) ancora più « specializzato ». I carabinieri sospettano che facciano parte di una gang dedita alle truffe ramificata in tutta Italia, soprattutto nel Lazio, nella provincia di Roma e nel Frusinate, e in Toscana, nelle province di Firenze e Siena. Pittoreschi i cerimoniali imposti a studenti che si facevano preparare talismani prima degli esami, a mariti e mogli gelosi, a professionisti, a signore di ceto medio-alto che chiedevano amuleti per legarsi sentimentalmente alla persona amata. Ad esempio, i maghi consegnavano ai clienti un limone avvolto da un nastrino rosso e trafitto di spilli dalla testa colorata. Il limone, dicevano, era stato preparato sulle sponde di un fiume e il cliente doveva, ogni martedì e venerdì a mezzanotte, mettersi sul balcone della propria abitazione, guardare la luna ed invocare ad alta voce il nome della persona amata e desiderata. Nel rituale della « purificazione » veniva letto un esorcismo in latino, i maghi facevano i segni della croce sulla fronte del cliente, poi incendiavano polverine bagnate in recipienti di rame nei quali i clienti avevano messo gioielli in oro di loro proprietà. I monili si annerivano, coprendosi di tuttala « negatività » che il cliente aveva nell’anima e il mago, benevolmente, si incaricava di ritirarli. Quel che i maghi non avevano visto nel loro futuro è stato che fra i loro clienti (migliaia, secondo i carabinieri) una si sarebbe stancata di farsi disegnare sulla fronte croci con l’olio, di bruciare ciocche di capelli e cospargersi quotidianamente il corpo con una polverina preparata dai maghi e li avrebbe denunciati al sostituto procuratore Pietro Pollidori. Così per mago Asher e mago Steven sono scattate le manette. da TG5 on line del 2 Aprile 2002 Un mago satanista smascherato nel bergamasco Si faceva chiamare mago Malleus: un nome che rievoca il « martello delle streghe » il manuale dell’inquisizione. Si definiva un diretto discendente di satana e andava in giro per il nord Italia a reclutare adepti per la sua setta. E ne trovava a decine, nonostante le durissime prove alle quali bisognava sottoporsi. Pensate: in tre giorni gli aspiranti sacerdoti del male affrontavano il test dell’umiliazione, quello del dolore e quello del sesso. Il primo giorno dovevano andare in giro per le città nudi. Il secondo venivano presi a botte da altri adepti, e il terzo dovevano assecondare i desideri sessuali del mago: prova indispensabile e definitiva per entrare a far parte della setta. Dentro questa incredibile storia c’è il dramma di una donna di 30 anni, costretta adesso su una sedia a rotelle per le violenze subite durante uno dei riti sacrificali. E’ stata lei, un’extracomunitaria sposata con un italiano, a denunciare tutto alla polizia di Treviglio, nel bergamasco, e a smascherare le diavolerie di questo sedicente mago dell’occulto, giovanni cottino, 55 anni, da Biella, ora agli arresti per violenza sessuale, lesioni e truffa. Il mago Malleus pubblicizzava la sua attività con spot sulle tv private del nord. Ma una volta abbordati i clienti, facendo leva sulla loro superstizione, sulla loro fragile condizione psicologica, li abbindolava con le sue stregonerie e addirittura si faceva pagare dai due ai sei milioni di lire per farli entrare nella sua sedicente setta del male. I riti di iniziazione avvenivano negli appartamenti di altri accoliti sparsi in tutto il nord Italia: dall’Emilia Romagna alla Lombardia, al Veneto, al Piemonte. La polizia ha sequestrato al mago video cassette con le registrazioni di alcune fasi di questi riti preceduti dal sacrificio di un coniglio. Dall’Avvenire del 17 Marzo 2002 LA STORIA Un piccolo paese del Chianti, una famiglia come tante: così è finita vittima di un imbroglio IN BALIA DEL MALOCCHIO Marina Corradi Nostro Inviato Ci sono in Italia, secondo il Telefono Antiplagio di Cagliari, 21.550 « maghi ». E due italiani su dieci, secondo l’Osservatorio dell’Università di Chieti, ricorrono almeno una volta all’anno a un mago o a un cartomante. Un bel giro di soldi: non meno di cinque milioni di euro, più l’ »indotto », candele « benedette », amuleti, fantocci di cera. La magia è diventata, grazie a tv private, centralini telefonici e Internet, un’industria? Chi sono i « maghi », e chi sono i clienti? E come si può arrivare a pagare milioni per liberarsi del « malocchio », questa parola che sembra appartenere a un passato lontano di campagne ignoranti e analfabete? Viaggio nella superstizione che è diventata business, tra fattucchiere e vittime, incantatori e incantati. Per prima parla una donna che tra le grinfie di una maga c’è caduta, fino a vendersi, per pagare, anche la casa. E che ancora oggi, diversi anni dopo, ha un po’ paura di quella donna, che non vuole nemmeno nominare. FIRENZE. Un piccolo paese nel Chianti, una famiglia come tante: lui artigiano, lei casalinga, due figli ormai grandi, una casetta comprata coi risparmi di una vita. Luisa è una bella signora bruna, la permanente curata, la parlata toscana verace. Luisa oggi ha 58 anni. Adesso va meglio, adesso l’incubo è passato. E lei accetta di raccontare la sua storia: ma prima si assicura che le si cambi il nome, e non si scriva quello del paese. L’incubo è passato, ma la paura non ancora, non del tutto. Sei anni fa la famiglia G. era in un sacco di guai. Difficoltà di lavoro, debiti, e anche gravi problemi di salute di un figlio. Cattolici, in famiglia, ma per abitudine. A messa a Natale e a Pasqua, perchè s’usa così. E la malattia, e i creditori che premevano. ricorda la signora. Quasi a giustificare anche a sè stessa, come fu che finì tra le mani di una maga. La cosa cominciò per scherzo. La famiglia, in vacanza sulla riviera adriatica nel tentativo di rasserenarsi, passa davanti a un cartomante, per strada. Un’occhiata curiosa, il « mago » è brasiliano e ha l’aria di chi ci sa fare. Si prova. , dice Luisa. Quello legge le carte, e azzecca un paio di verità banali, ma che ai G. sembrano prova di chiaroveggenza. Tanto che si fan dare l’indirizzo, e lo vanno a trovare a Milano per un altro consulto, quando la situazione in casa peggiora. Il mago, un tipo effeminato, pretende però di vedere il figlio più giovane da solo: la signora Luisa sente odor di bruciato, e lascia perdere. Ma il bisogno di « fortuna » ormai è forte. C’è, in un paese vicino a quello dei G., una bottegaia che, chiusa la merceria, s’è data alle arti occulte. I tarocchi le rendono assai di più che calze e biancheria. . Tutti, genitori e figli, seduti attorno a un tavolo. Allineati i tarocchi, la maga prese un’espressione spaventata. La situazione era . . Ma non vi è venuto il dubbio di un imbroglio? . Poi la maga spiega che per venire a capo di quel malocchio plurimo deve parlare con ciascun membro della famiglia, da solo. racconta la signora. . Passano i mesi. In casa G. è ormai tutto un bruciare candele « benedette », ma i guai invece di diminuire aumentano. Ma la maga vuole soldi. sempre, e sempre di più. Tre milioni per un rito, quattro per un altro, in tutto diverse decine. Per conficcare in un pupazzetto di cera raffigurante i presunti « nemici » certi spilloni acuminati. I G. credono e pagano, pagano disperatamente, finchè possono. Cominciano ad avere paura della maga, dopo che, mentre attendono il loro turno in sala d’aspetto, la vedono abbracciare un cliente e sussurrargli: . La signora Luisa, inorridita, decide a quel punto di cercare di liberarsi di Viviana. Girano in paese certe voci: di un giornalista di un giornale locale che aveva preso di mira la « maga », e s’era trovato strane croci rossicce tracciate sul portone. Il giornalista era poi improvvisamente morto d’infarto. A una coincidenza, ci credevano in pochi. Si raccontava, si sussurrava, E in paese nessuno aveva più voglia di dar fastidio alla « maga ». Che nel frattempo aveva deciso d’essere anche « pranoterapeuta », guaritrice con le mani. Un’etichetta che piace. Si va dalla « pranoterapeuta » per la sciatica, o il mal di testa. Poi si scopre di avere il malocchio, e il giro comincia. Ma il dilemma sul come liberarsi dalla fattucchiera si rivelò di semplicissima soluzione. Bastò dire, e provare, che in tasca non s’aveva più nemmeno una lira. disse . Fine del consulto, arrivederci a mai più. Un mago non perde tempo con dei morti di fame. Senza una lira, più indebitata di prima, dilaniata dai confltti familiari, e ormai con un esaurimento nervoso serio, la signora Luisa un giorno, sola in casa, la testa fra le mani, alza agli occhi al crocefisso da sempre appeso in cucina e decide: aiutami tu, mi metto nelle tue mani. Va da un prete, a cercare consiglio. Quello ascolta, e suggerisce di andare tutti, tutta la famiglia, da uno psichiatra. Lui, dice, non può fare niente. Luisa non è convinta. Cambia chiesa, va a messa e si confessa. Il confessore le dice che rivolgersi a un mago è un peccato. . Il prete non solo assolve, ma resta ad ascoltare. Ascolta la donna e la sua famiglia. Spiega la truffa, conforta, ricuce la famiglia dilaniata dai veleni. Lentamente i G. tornano in carreggiata, e tornano anche a andare a messa, e non solo a Natale, e non solo perchè si usa. L’incubo è passato. Da l’Avvenire del Mercoledi 27 Febbraio 2002 TROPPI RITARDI FERMARE I : LO DOBBIAMO AI DEBOLI Giuseppe Anzani Un’altra maga arrestata, a Paola, con l’accusa di truffa aggravata e sequestro di persona; la vittima è una ragazzina che si era affidata a lei per problemi di cuore. A Como fioccano le denunce contro la « maga dai cento nomi ». In Svizzera, la magistratura sequestra i conti miliardari riconducibili a Vanna Marchi. A Palermo, la giustizia chiede conto a « maestro Luigi » di truffa, riciclaggio e frode fiscale. Forse qualcosa si muove dopo i molti anni che il Telefono Antiplagio va segnalando gli episodi vergognosi della credulità superstiziosa sfruttata cinicamente dagli imprenditori dell’occulto. È un fenomeno dalle dimensioni impressionanti. Secondo il Rapporto 2002 dell’Eurispes i maghi in Italia sono 21.550. Il loro giro d’affari è di circa 10mila miliardi all’anno, con incassi in nero per il 97 per cento. Si fanno pubblicità sui giornali e in tv (4.200) e su Internet (3.050). Coinvolgono qualcosa come 9-10 milioni di clienti. Eppure, con tutto ciò, il loro mondo resta « occulto » – è il caso di dire – all’opinione pubblica, come fosse impenetrabile, perché non se ne parla. O non si riesce a parlarne con la documentazione adeguata, viste le difficoltà delle inchieste giornalistiche che si sfiancano contro reticenze vagamente minatorie; o non si riesce a parlarne con l’indignazione necessaria per le sconcezze e i delitti che avvengono, visto che solo il 4 per cento delle vittime denuncia gli abusi: per vergogna forse, ma anche per paura. Su questo fenomeno, che è indegno di un Paese civile, per troppo tempo si è steso un velo di tolleranza, o forse di indifferenza. Quasi a dire che chi è pollo e si fa spennare, peggio per lui, in fondo nessuno è obbligato ad andare dai maghi. Ma la legge non la pensa così. La legge vieta di « speculare sull’altrui credulità » ed esemplifica citando « gli indovini, gli interpreti di sogni, i cartomanti, coloro che esercitano giochi di sortilegio, incantesimi » eccetera; un decreto legislativo del 1994 prevede la pena da uno a sei milioni; la Cassazione inquadra l’attività di mago nella figura giuridica sanzionata come « mestiere di ciarlatano ». Eppure il fenomeno continua a crescere, a prosperare, a far vittime. Oggi, ci pare, la misura è colma, e i recenti arresti possono essere l’occasione di una riflessione più generale, più profonda, sugli aspetti di un costume che ha invischiato l’Italia come una gigantesca trappola collettiva. Non è soltanto l’aspetto dell’abuso della credulità popolare, che offende l’intelligenza e il raziocinio e ci fa massa di stupidi sfruttati da un nugolo di furbi; non è la rabbia per le tasse evase, per i forzieri riempiti con la truffa: c’è qualcosa di più. Nelle inchieste giudiziarie (attualmente ne sono in corso 1.400) si trovano accuse più impressionanti: circonvenzione di incapace; trattamenti idonei a sopprimere la coscienza o la volontà, stato di incapacità procurato mediante violenza o minaccia, abusi sessuali; un panorama delittuoso in cui emerge il volto delle « vittime » con i segni di una sofferenza, di un dolore, di una fragilità e di una sventura dalla quale il « mago » ha cavato il sangue della speranza, impinguandosi e lasciandovi la disperazione. La casistica delle consultazioni magiche si allaccia infatti a vicende personali e familiari spesso piene di angoscia, di incertezza e di paura del futuro. L’amore, la salute, il lavoro sono i quesiti dominanti. Nei momenti della crisi e della disoccupazione, i colloqui con i maghi inseguono profezie di collocamento, svuotando nel frattempo il salvadanaio del bisognoso. Se la salute è minata, e il mago dice che la malattia fisica o il disagio psichico è frutto di malocchio, ci vuole un contromalocchio (fino a 8 milioni) invece del medico. Se l’adolescente innamorato si strugge perché la ragazza non gli ricambia l’amore, o se la donna tradita si dispera perché l’altra le ha rubato il marito, può essere necessario un filtro d’amore (con i più incredibili e innominabili ingredienti), o un incantesimo, o un armamentario di amuleti. A volte, il primo colloquio è il gradino di una vera escalation; può emergere, di tappa in tappa, la suggestione che c’è una « fattura gigante », che va spazzata via con una contro-fattura. Intere famiglie possono essere coinvolte nella trappola, e scientificamente spennate; il record è quello di una famiglia di Torino, costretta a sborsare in tutto la cifra di un miliardo. Quanto coinvolge la vita e l’intimità della persona il problema degli affetti, della salute, del lavoro, è intuitivo. È questo profilo di dolore e di angoscia, di sofferenza dell’anima affidata alle mani del mago, ed esposta al suo sfruttamento, ciò che indigna nel profondo del cuore. Esso mette insieme cinismo e crudeltà. Perchè la « magia » è il varco azzardoso al quale si incanala l’infragilita speranza che tenta l’irrazionale come fuga dalla sventura; e dunque vi concentra il desiderio, la paura e il dolore confidato; e oltre il varco incontra l’inganno e lo spennamento, ma anche la seduzione, la catena, e a volte il ricatto che evoca una diversa minacciosa sventura. Viene in mente il suicidio di Marcello B., commercialista di Spoleto, distrutto dai maghi. La società ha il dovere di proteggere i deboli dalle insidie degli impostori. Forse la tendenza a sottovalutare il costume del « farsi leggere i tarocchi », come innocuo sport di massa che finisce lì con qualche bigliettone e basta (tariffa 300-550mila), è già segno di una subcultura che genera un fondo paludoso; il profitto, e il delitto, penseranno poi a creare i loro gorghi, dove i fragili saranno risucchiati e distrutti. È desolante apprendere, dagli stessi maghi, che fra i loro clienti ci sono imprenditori e professionisti e uomini di spettacolo e uomini politici; un bell’esempio di illuminata razionalità. Anche chi porta una goccia d’acqua al mulino degli impostori contribuisce a far profonda la pozza dove annegano gli infelici. Dall’Avvenire del 27 Febbraio 2002 COSENZA Alla fine la vittima ha trovato la forza, insieme ai genitori oberati dai debiti, di denunciare tutto Ottanta milioni alla maga per sposarsi Ragazza torturata per . In manette la chiromante e i complici Paola Suraci PAOLA (COSENZA). Capita a volte, in questa terra del Sud, che il matrimonio rappresenti non il coronamento essenziale dell’amore, ma un dovere, uno schema da cui è difficile uscire, la sicurezza, il futuro. O meglio per una donna. Ma se quel matrimonio tanto atteso non arriva ecco che può succedere che i genitori sono disposti a tutto pur di far , anche a chiedere l’aiuto di una maga. Legata ad una sedia, picchiata, ingiuriata, punta con spilli dalla , una ragazza ha sopportato un lungo calvario pur di riuscire a sposarsi e la sua famiglia, poverissima e con cinque figli, ha pagato ottanta milioni di lire a Franca Policicchio, in arte chiromante. Alla fine la giovane donna stanca ed umiliata ha trovato la forza ed il coraggio, insieme ai genitori oberati dai debiti, di andare dai carabinieri di Amantea e denunciare tutto. Così all’alba di martedì sono scattate le manette per Franca Policicchio, di 41 anni, per truffa aggravata e continuata, oltre al sequestro di persona. Ma la maga di Cleto non ha agito da sola. Con lei sono stati, infatti, arrestati Rosario Cuclietta, 27 anni, impiegato in una ditta di pulizie di Paola, e Gerardo Marrazzo, 34 anni, di Salerno. Cuglietta e Marrazzo sono accusati della sola truffa aggravata in concorso. Franca Policicchio adesso si trova in carcere con i suoi complici: il mago esperto e l’assistente. La maga di Cleto aveva sentenziato, al termine del primo incontro, che la ragazza era posseduta dal diavolo e che andava . Se non si fosse proceduto con gli esorcismi, le disgrazie sarebbero state inevitabili, come quella ad esempio della perdita del bambino di cui era in attesa una delle sorelle della vittima. Così sarebbero cominciate le richieste di denaro e le torture: costretta a fissare per ore la luce di una candela con la quale poi veniva bruciata. La ragazza è stata, inoltre, costretta a recarsi a Salerno, dal , Marrazzo e lì sarebbe rimasta segregata in albergo. La famiglia della ragazza non ce l’ha fatta più: all’ennesima richiesta di soldi e con la figlia sotto choc ha deciso di dire basta, dopo però aver pagato, in un primo momento, 50 milioni e poi ha dovuto accedere a finanziamenti con finte buste paga per un totale di altri 30 milioni. La ha, dunque, colpito ancora. Secondo quanto si è appreso, infatti, la Policicchio sarebbe imputata per reati analoghi anche davanti al tribunale di Brescia e sarebbe sottoposta ad obbligo di firma. Guai anche per il il mago di Tobruk, al secolo il monzese Giuseppe Sambataro, 38 anni e il fratello Santo, di 35. Per togliere una fattura si sarebbero fatti consegnare 63 milioni di lire, gioielli per un valore di 12 milioni, oltre ad alcuni elettrodomestici e all’impianto stereofonico, dicendo che gli oggetti erano contaminati dal malocchio. E li avrebbero anche indotti a cambiare casa perché essa era infestata dai fantasmi. Adesso sono imputati di truffa in un processo che si è aperto al Tribunale di Monza. ANSA 7 settembre 2004 PRENDEVA SOLDI PER GUARIRE, DENUNCIATO ‘MAGO DI LUCERA’ LUCERA (FOGGIA) – Un uomo di 44 anni, Michele De Leo, che si fa chiamare il ‘mago di Lucera’, è stato denunciato dagli agenti del Commissariato di Polizia di Lucera, con l’ accusa di truffa aggravata, esercizio arbitrario della professione di medico, minacce e maltrattamenti di animali. Le indagini, durate alcuni mesi e condotte dal Commissariato di Lucera in collaborazione con quello di Sciacca (Catania), hanno accertato una serie di truffe a persone che si rivolgevano all’ uomo per risolvere gravi problemi familiari o di salute. « Le nostre indagini – ha detto il dirigente del Commissariato del comune dauno, Luciano Zendoli – sono partite dopo aver saputo da fonti confidenziali che c’ era un presunto mago che pretendeva migliaia di euro per ‘guarire’ persone che presentavano vari problemi ». Il presunto mago avrebbe operato non solo a Lucera ma anche a Sciacca, dove alcune persone si sarebbero recate provenienti da altre regioni d’ Italia e alcune dall’ Inghilterra. Le prime perquisizioni fatte a Sciacca – ha proseguito Zendoli – hanno consentito di sequestrare 14.000 euro, dei quali il ‘mago’ non ha saputo giustificare la provenienza. Nell’ abitazione dell’ uomo, a Lucera, gli agenti hanno sequestrato tra l’ altro reperti archeologici e varie buste contenenti pezzetti di stoffa che recavano nomi scritti sopra. Il presunto mago diceva, infatti, ai suoi clienti di scrivere i nomi delle persone afflitte dai problemi su pezzi di stoffa che avrebbero poi dovuto portare indosso per cinque giorni di seguito, ripetendo il tutto per 15 volte. Il ‘mago’ ha anche precedenti penali per possesso di armi e truffa. Una decina di anni fa nel corso di una perquisizione all’ interno del suo studio gli agenti trovarono e sequestrarono una pistola illegalmente detenuta e i resti di una gamba che presumibilmente l’ uomo si sarebbe procurato in un cimitero. Fra i vari episodi di cui De Leo viene accusato, vi è quello di un uomo che per ben cinque volte si sarebbe rivolto al presunto mago versando alcune migliaia di euro nella speranza che la moglie ritornasse da lui. Nelle sue pratiche il ‘mago’, per i casi definiti più difficili, utilizzava anche il sacrificio di animali che sgozzava per ‘placare l’ ira del malignò. La maggior parte delle persone che si rivolgevano all’ uomo appartenevano – secondo gli investigatori – a una classe sociale medio-bassa. Il presunto mago, invece, viveva in maniera agiata, viaggiava esclusivamente in taxi e disponeva sempre di migliaia di euro

Ultimo aggiornamento ( 27/11/2005 )

 

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